17974608_10206805606697093_1054716980_n[1] di Gioia Masseroli
“È semplice tirare un rigore solo quando non sei tu a doverlo fare!”. Così dice Riccardo Barzasi, il rigorista per eccellenza del Rovetta, lui che dal dischetto si è presentato in tantissime occasioni. Ben otto sono i rigori che l’attaccante, classe 1991, ha calciato nel corso della stagione 2016/2017; ma non basta calciare, dagli undici metri bisogna anche avere tecnica e sangue freddo, caratteristiche che sicuramente non mancano all’esperto Riccardo. Otto volte a tu per tu con il portiere e otto gol, solo in una circostanza l’attaccante ha ribadito in rete dopo la respinta dell’estremo difensore avversario; ma poco importa, la garanzia è una sola: rigore di Barzasi, gol assicurato.
Ormai si sa, soprattutto i galletti lo sanno, quando l’arbitro fischia rigore il compito spetta a lui: “In quei momenti –spiega Riccardo – c’è sempre un po’ di tensione, tanti sono i pensieri che ronzano in testa: dove calciare, da che parte si butterà il portiere… alla fine, però, l’importante è tirare con decisione, niente di più”.
Ecco il segreto di un calciatore che in tutta la sua carriera ha trasformato una trentina di rigori.
18035658_10206805605737069_2116261063_n[1] Tanta è la tensione nell’attimo prima di calciare, ma quando la rete si gonfia?
“Chiaramente provo la felicità che si sente quando si segna e, devo ammetterlo, anche una sensazione di sollievo per non aver fallito”.
Non solo il rigorista, ma anche un veterano della squadra rovettese, uno che a Rovetta gioca da più di 15 anni.
La passione per il calcio fa parte del DNA di Riccardo che, già da bambino, non si staccava mai dal suo pallone e i ricordi sono nitidi: “Portavo il mio pallone ovunque ed ogni occasione era buona per giocare. La mia prima squadra era una formazione a sette del paese di Cerete Basso, quando le giovanili del Rovetta ancora non esistevano. Era una società molto piccola, eravamo in pochi e ricordo ancora che per fare l’allenamento avevamo un unico pallone; ero io a portarlo”.
E l’approdo a Rovetta? “Tutto è avvenuto grazie ad un mio ex allenatore del Cerete, Danilo Paccani, una persona alla quale devo moltissimo e a cui sono ancora molto legato. Non appena ha saputo che il Rovetta avrebbe creato un progetto di giovanili mi ha subito spinto ad andare a giocare in questa società, una società dagli obiettivi ambiziosi. Paccani mi ha presentato il mio futuro allenatore, Giampiero Percassi: se oggi sono quello che sono, sia in campo che fuori, gran parte del merito è suo”.
E da allora, più di 15 anni fa, è iniziata per Riccardo la favola Rovetta, una favola che continua tutt’oggi…
18034979_10206805605697068_126082451_n[1] Gli anni passati tra le fila dei galletti sono tanti, non è da tutti; così come sono parecchi anche i ricordi. “La partita più bella di sempre –racconta Barzasi – risale a due anni fa, contro il Pedrengo in una gara di play-off. È il match che ricordo con maggior piacere, non tanto per la prestazione personale, ma perché passare il turno dei play-off ha trasmesso a me e ai miei compagni un senso di liberazione e di gioia che poche volte ho provato nella vita”.
E se chiedessimo al bomber di scegliere il suo gol più bello? “Non è facile, penso ad una rete che ho realizzato in rovesciata nel corso di un torneo a Roma con una rappresentativa della bergamasca”.
Ecco chi è “il Riccardo calciatore”, ma fuori dal rettangolo verde? Il bomber nella vita quotidiana lavora come tecnico progettista in un’azienda che realizza impianti di condizionamento per il tessile ed ama tantissimo il suo lavoro.
18009178_10206805605457062_1341919795_n[1] La famiglia è il pilastro portante e Riccardo definisce la sua come “una famiglia fantastica”, con dei genitori che hanno sempre lasciato al figlio la libertà di scegliere ed imparare dagli errori.
“Mio padre Giuliano coltivava una grandissima passione per il Judo ma, quando ha capito che il mio sogno era quello di giocare a calcio, ha lasciato a malincuore il suo sport per iniziare a fare l’accompagnatore del Rovetta. Mia mamma Mariateresa, soprattutto quando ero più piccolo, non si perdeva mai una partita: lei era sempre presente e ricordo che in molte occasioni era l’unica persona in tribuna sotto l’acqua e al freddo”.
Ultimo, ma non di sicuro meno importante, il fratello gemello, così come racconta il rigorista: “Ruggero è il mio migliore amico, una delle persone più importanti della mia vita e con lui condivido tutto; anche Ruggero gioca nel Rovetta”.
Per concludere l’attaccante, nato a Clusone il 17 gennaio 1991, pone sotto la lente di ingrandimento i suoi obiettivi futuri: “Il sogno sportivo è quello di arrivare il più lontano possibile con il Rovetta, senza porsi alcun limite, partendo dal nostro grande obiettivo di questa stagione; un traguardo che ormai tutti conoscono: i play-off per la Prima Categoria”.
Per quanto riguarda la vita di tutti i giorni, Riccardo desidera creare – un domani – una famiglia con la sua fidanzata Roberta, seguendo il buon esempio e i valori positivi trasmessi dai propri genitori.