bassanibarjuvedi Nikolas Semperboni
Una storia tipicamente bergamasca, temprata nella passione, nel sacrificio, nel sudore, come compete a chi non ha avuto niente di regalato dalla vita, e nell’attaccamento più genuino al paese e alle sue associazioni. Battista Bassani, 66 anni il prossimo agosto, diventa l’elemento-copertina per un’intera piazza, quale Martinengo, che con il passare degli anni ha conosciuto credibilità e prestigio grazie alla Forza & Costanza, espressione collaudata di sport, ma anche di solidarietà, dall’alto dei suoi 111 anni di attività. Protagonista di lungo corso nell’epopea della società bassaiola, da sempre attenta a lanciare sia giovani che allenatori di chiaro valore, Bassani rompe gli indugi negli Anni Settanta, con alcune soluzioni che lo porteranno, nel tempo, a restare indissolubilmente legato alla storia del suo paese. Mentre va lievitando la passione sportiva, al seguito della squadra allestita dal “Bar Juve”, nella mente del ragazzotto prende corpo l’opportunità della vita: aprire con la fidanzata Maria Luisa una qualche bottega, dopo l’esperienza lavorativa vissuta, l’una al fianco dell’altro, nel supermercato di Martinengo. Correva il 1974, e i due optano per la macelleria, con la “Macelleria Bassani Battista” a rappresentare un preciso spartiacque nella vita del titolare. Punto di riferimento irrinunciabile nel tessuto socio-economico del paese, il negozio si accompagna al sempre maggior coinvolgimento di Bassani all’interno delle vicende sportive di Martinengo.

bassanisei Come da tradizione, si parte con la squadra del bar, assumendo i più disparati ruoli riconducibili al dirigente-tuttofare, e si finisce con una lenta inesorabile scalata delle gerarchie societarie, fino alla presidenza assunta, per la prima volta, nel 1993. L’apoteosi, per un vero self-made man come Battista Bassani, succeduto a veri mostri sacri, nel firmamento bianconero della Forza & Costanza, quali Gianfranco Colzani, Angelo Monselli e, in tempi più recenti, Franco Defendi. La Forza & Costanza, dall’alto della sua longevità, intuisce le difficoltà insite nel dilettantismo e non ha paura di raccogliere le sfide, appigliandosi al gruppo e alla coesione per garantire la perpetuazione di un’idea di sport al servizio della collettività. In tolda di comando, così, non c’è spazio per i padri-padroni ma è la dialettica suggerita dalle varie voci del consiglio direttivo, e dal lavoro d’equipe, a suffragare un’offerta sportiva sicura, lineare, in grado di andare oltre la cronologia dei presidenti. 111 anni di storia sono belli che serviti, e le ciliegine, a ben vedere, non mancano. Con un settore giovanile votato all’eccellenza, ecco salire sulla ribalta allenatori come Giorgio Gatti, Alessio Pala, Stefano Bonaccorso e Andrea Pandolfi, mentre il fiore all’occhiello del lavoro svolto diventa certamente Amadou Samb, attaccante di origine senegalese consacratosi con il passaggio, nel 2011, al Chievo. Nel procedere ondivago dell’economia, riguardante di conseguenza anche una prima squadra in grado di oscillare, persino scientificamente, tra Promozione ed Eccellenza, la società bassaiola non è mai venuta meno alle proprie origini e alle proprie radici, delle quali un presidente umile, scrupoloso, attento a tutte le componenti, come Bassani, rappresenta forse lo specchio più fedele.

bassaniquattri Aldilà della categoria di riferimento, conta la solidità di un progetto che si rifà direttamente a una storia pluricentenaria, che pure rimanda alla storia di un intero paese. Con Bassani di mezzo, specchietti per le allodole o personaggi di dubbia provenienza, pronti a trasformare i luccichii in autentiche patacche, sono messi al bando, perché prima delle persone, e delle parole, devono venire le prospettive, che queste sono in grado di dare. A fronte della tanto decantata apparenza, o immagine, di cui il mondo del calcio sembra non poter fare più a meno, la prima regola diventa: mai fidarsi, se il rischio diventa quello di bruciare il lavoro di una vita, compiuto da un’equipe di dirigenti e collaboratori competente, lungimirante e attenta a coltivare come unico vero obiettivo la valorizzazione dei ragazzi del paese. Avanti allora con la “storia infinita”, senza voli pindarici né colpi di testa, soprattutto perché a garantire sull’efficienza del progetto sportivo c’è anche la famiglia stessa di “B.B.”. E il tratto di familiarità insito nell’attività della Forza & Costanza è testimoniato dall’allestimento di tornei di assoluto prestigio dedicati a figure assai care alle sorti bianconere: il Torneo Colleoni, nato nel 1996 per ricordare il compianto Giambattista Colleoni, e il Trofeo Avis-Aido, ideato da un “avisino” di lungo corso come Bassani (45 anni di onorate donazioni, e uno ancora da compiere prima del “pensionamento”). Il suggello migliore per testimoniare la generosità, l’attaccamento al paese e alle sue associazioni, offerti da un dirigente unico e popolare, capace di sfoggiare idee e convinzioni dalla solidità granitica, pur senza pericolosi arroccamenti o personalismi. Forte dei riconoscimenti ottenuti su scala nazionale, a partire dal Diploma di benemerenza sportiva del 2005 rilasciato dalla federazione al termine dei primi 100 anni di attività, la Forza & Costanza di Battista Bassani non ha mai avuto paura di aprirsi dinanzi alle sfide del gioco moderno.

bassanicinque Celeberrimo l’episodio del 2004, quando il campo sportivo di Martinengo, oggi intitolato a un ex atalantino, nativo di Martinengo, come il grande Bepi Casari, ospitò una diretta de “Il Processo di Biscardi”, che per la prima volta in Italia sperimentò gli artifizi della discussa moviola in campo. Fu proprio Bassani a essere sollecitato da un cameraman di La7, circa la fattibilità di questo delicato esperimento, e Bassani, in qualità di vicepresidente, non si perse nei tentennamenti, attivandosi per le autorizzazioni di rito e la perfetta riuscita dell’evento. Nel tardo pomeriggio di quel 20 dicembre, scese in campo la prima squadra, per inscenare i casi da moviola della domenica precedente, e mentre l’ex arbitro internazionale Fabio Baldas commentava da bordo-campo la diretta si trasformò in un successone. Furono ben quattro i collegamenti con lo studio, con tanto di benedizione del “Biscardone” nazionale che non esitò a definire l’esperimento di Martinengo come il “Big Ben della tecnologia applicata al calcio”. Tutta manna per una Forza & Costanza avviata verso il traguardo del centenario; tutta manna per una società-modello che forte delle sue radici guarda al proprio passato per garantirsi un radioso avvenire.

Nome: Battista Bassani
Data di nascita: 11-08-1950
Professione: pensionato, impegnato nell’omonima macelleria di famiglia situata a Martinengo.
Famiglia: la moglie Maria Luisa, i figli Emanuele (42 anni) e Andrea (35 anni).
La squadra più forte di sempre: la formazione della stagione 1987-’88, allenata da Giambattista Roccatagliata, che vinse il campionato di Prima categoria.