di Nikolas Semperboni
Prendete fisicità, irruenza e quel senso del gol che compete ai centravanti navigati. Amalgamateli in una bella dose di umiltà e senso del sacrificio e ne scaturirà il bomber per antonomasia, sulla scena dei dilettanti. Ecco servito uno come Fabrizio Bosis, che ha conosciuto per davvero la gavetta, garantendosi a suon di gol, ai tempi di Rivolta d’Adda, la vetrina più utile per farsi conoscere sul prestigioso palcoscenico della Serie D, ma che oggi predilige comodamente il calore della famiglia e di un ambiente tutto passione e divertimento quale quello offerto dall’Atletico Chiuduno. C’era una volta – e si parla di due stagioni fa – il clamoroso approdo del centravanti di Ghisalba alla corte di un Atletico ambizioso e alle prese con la più classica delle scalate. Ma a ben vedere, il presente racconta di un elemento, sì votato a rappresentare il valore aggiunto di una squadra, ma in grado di offrire tutte le garanzie del caso, in termini di continuità e senso di appartenenza.
“Certo nel calcio mai dire mai – apre Bosis – ma oggi le priorità sono il lavoro, una bambina appena nata, il mutuo e allora diventa impensabile che torni a fare allenamento al pomeriggio. Alle categorie ci guardo eccome e sono convinto che in Promozione ed Eccellenza possa ancora dire la mia, ma se proprio devo tornare a fare tre allenamenti vorrei poterli fare con l’Atletico Chiuduno, che ormai per me rappresenta una seconda famiglia e con cui recentemente ho tagliato due traguardi carichi di soddisfazione”. Prima il muro dei 100 gol in carriera, abbattuto, in occasione della sfida con l’Oratorio Calvenzano, in apertura del probante tour de force concesso ai ragazzi di Beppe Marchesi, tra campionato – e annessa sfilza di recuperi da smaltire – e Coppa Lombardia. Poi, le 50 reti in maglia Atletico, festeggiate con l’entusiasmo di un ragazzino, in occasione del derby pasquale con la Nuova Valcavallina: l’immancabile corsa sotto la tribuna e una maglia celebrativa portata ben in vista, con la fierezza che compete agli “Zlatan” di casa nostra.
Bosis, oggi, ragazzino non è, ma certo il dato anagrafico è ancora dalla sua, con 26 anni da compiere tra un mesetto, e soprattutto la vitalità, il vigore delle giocate e la maturità, profusa in ogni idea o concetto, lasciano ben presagire per l’avvenire. “Più che gli anni, sarebbero da togliere dei chili – scherza il bomber – ma non c’è dubbio che il mio momento d’oro sia arrivato tra Pradalunghese e Atletico Chiuduno. Un anno come quello di Pradalunga (Prima categoria, stagione 2014-’15, n.d.r.), culminato nella vittoria del campionato e nella conquista della Coppa rimane unico e indimenticabile, mentre nel biennio fin qui vissuto a Chiuduno ho scoperto nuove doti, in termini di leadership e personalità, che nemmeno conoscevo. Quest’anno mi hanno fatto capitano, forse anche per non farmi protestare o dire parolacce, e mai come ora il gruppo mi sembra bellissimo. Cerco di stare attento a tutte le componenti, parlo con i più giovani e cerco di farli sentire parte integrante. Tutto sommato, anche grazie all’arrivo di mister Marchesi, i risultati si son fatti positivi e ora guardiamo positivi al futuro. Del resto, anche io ho fatto il giovane della regola, in Serie D, al cospetto di fuoriclasse del calibro di Mattia Altobelli, Marco Capelli e “Plus” Previtali. I tempi saranno pure cambiati e non c’è più traccia di quelle gerarchie che più caratterizzavano il calcio fino qualche anno fa, ma vorrei provare a spezzare una lancia in favore dei più giovani. Non sono loro che sono diventati più viziati e fanno più serate il sabato sera, ma sono i più vecchi che hanno perso carica ed entusiasmo. E per quel che mi riguarda, provo tutti i giorni a dimostrare che un corretto equilibrio tra le parti è ancora possibile. Vincendo, chiaramente, perché vincere aiuta sempre”.
Esploso calcisticamente alla Rivoltana del diesse Sesani… “Sarò sempre grato a Bruno, è lui che intuì che da difensore centrale, potevo diventare attaccante” – dopo la trafila vissuta, in ambito di vivaio, tra Atalanta e Pergocrema, Bosis guadagna il proscenico della Serie D. Prima con la Colognese targata Sergio Porrini, al fianco di Cecilli, attuale compagno all’Atletico, e un signor bottino fatto di 9 reti in 34 presenze. Poi il Gozzano – “Con Sarao, Gambirasio e Grigis, dividevo la casa. Ma più che un appartamento, sembrava il manicomio” – e il Palazzolo dell’ormai ex tecnico del Valcalepio, Stefano Polini. “Polini lasciò presto – chiosa il bomber di Ghisalba – e capii che era meglio togliere il disturbo. Scelsi così una soluzione più morbida in termini di impegno e accettati la Cisanese, con cui misi a segno 6 reti nei primi mesi del 2014. Il resto è storia di oggi, storia di un amore equamente diviso tra Pradalunga e Chiuduno. Prima il biennio alla Pradalunghese, con il favoloso “Double” del primo anno e un gol che ancora ricordo quale il più pesante e importante, segnato a 3’ dalla fine dei supplementari, nella finale di Coppa con la Juventina Covo. E oltre ai trionfi, tante amicizie, destinate a durare nel tempo, vedasi Poloni che anche oggi è con me a Chiuduno. Nel frattempo, mi sono sposato con Valentina e qui ho trovato la mia quadratura definitiva, come uomo oltre che come calciatore. Per arrivare a Chiuduno, è bastato davvero poco per andare d’accordo con Luigi Gritti, un vulcano di emozioni e passione, e sono arrivato per restare. Voglio vincere ancora e lo voglio fare con una piazza che negli ultimi due anni mi ha dato tanto”.

La scheda
Nome: Fabrizio Bosis
Data di nascita: 10-05-1992
Professione: Meccanico presso l’officina di famiglia
Famiglia: la moglie Valentina e la figlia Giorgia (9 mesi)

La Top 11
Portiere: Francesco Speroni. Difensori: Manuel Belotti, Giuseppe Facchinetti, Carlo Marchesi, Pietro Radaelli. Centrocampisti: Matteo Bosio, Mattia Poloni, Nicholas Cecilli. Attaccanti: Michele Arrigoni, Fabio Spampatti, Fabrizio Bosis. Allenatore: Sergio Porrini. Direttore sportivo: Bruno Sesani. Presidente: Luigi Gritti.