Martinengo – Miss Bagaglino 2017: è il 2 settembre di una serata fredda e piovosa e nella giuria del tradizionale concorso di bellezza di Martinengo, accanto a me si trova un grande ex giocatore atalantino, Adriano Ferrerira Pinto.
Pronta ad intervistarlo per Bergamo & Sport, come viene nominata la vincitrice, la miss Carola Raimondi, tra botti e festeggiamenti, mi precipito subito dal mio protagonista di questo nuovo pezzo di “Grandi storie” prima che venga braccato da decine di fan e nostalgici del suo periodo d’oro atalantino. “Adriano di qua”, gli grido indicandogli la strada, ma ecco che qualche metro dopo l’ho già perso di vista, fermato da una coppia di tifosi che non resistono a un selfie accanto al proprio beniamino. A gran fatica riusciamo a raggiungere il tendone del servizio bar ristorante. Ci sediamo su una panca, Adriano di fronte a me, ma ecco che un’altra orda di tifosi si catapulta sul mio intervistato per un autografo, un selfie, un abbraccio e chi più ne ha più ne metta.
Quando finalmente riesco a recuperare la star della serata, Ferreira Pinto comincia a raccontarmi dei suoi inizi di carriera: “Ho cominciato a esordire nel calcio nel 2001 col Lanciano, club militante in serie C1, dove ho giocato due campionati. Successivamente sono stato venduto al Perugia dove ha giocato un campionato in serie B, ma poi il club umbro è fallito. Fu Fabrizio Castori, l’allenatore del Cesena che mi aveva fatto esordire nel Lanciano, a richiamarmi per giocare nella sua squadra. Fu un anno bellissimo quello”, ricorda con nostalgia il nostro Adriano: “Feci 11 goal e 15 assist”. Da lì in poi l’escalation e il successo nella serie A grazie all’ingaggio dell’Atalanta in cui rimane sei anni e mezzo, dall’estate del 2006 fino a giugno del 2013.
Nel 2009, però, Ferreira Pinto subisce un grave infortunio al ginocchio, più precisamente riporta una lesione al crociato anteriore, durante il match Milan-Atalanta, che lo costringe a stare lontano dal campo da gioco per parecchio tempo. “Nel 2013 vengo ceduto al Varese”, continua Adriano, “Qui rimango un anno per poi passare al Lecce dove ho giocato la finale di playoff contro il Frosinone, anche se subiamo la sconfitta”. Il Lecce è l’ultima squadra professionista dove Ferreira giocherà. La decisione del calciatore sarà quella di tornare a vivere a Bergamo, dove da 4 anni ormai gioca nel Pontisola (serie d), conducendo serenamente la sua esistenza accanto alla moglie Marianna e ai suoi due figli Thiago e José Carlos.
Del resto la sua è una storia fatta di sudore e sangue, dove per raggiungere certi livelli ha dovuto lottare e non poco. “Vengo da una famiglia molto povera, dove già a 6 anni lavoravo nei campi per dare sostentamento ai miei famigliari. A 15 anni persi mio padre a causa di una grave malattia e per me non è stato facile. Grazie al calcio sono riuscito ad uscire da una situazione difficile. I ringraziamenti li devo a chi ha creduto in me, a Castori, che mi ha dato la possibilità di intraprendere la mia carriera nel calcio italiano, a Bergamo, all’Atalanta e a tutti quelli che mi sono stati vicino e mi hanno sostenuto”. Parole sagge. Dalla vostra inviata è tutto!
Daniela Picciolo