di Simone Fornoni
angius2«’Caricare, caricare!’ Dieci dei nostri ragazzi dell’Under 17 lo stavano gridando alla finestra della camera. Lo avevano sentito durante l’amichevole col Caprino, solo che per loro significa qualcosa che col calcio non c’entra mica tanto». In un aneddoto tra il goliardico e il ridanciano, tutto il senso della vicenda che dal 2006 lega alla Bergamo che ama il pallone il maltese Franco Agius, oggi responsabile del settore giovanile (o meglio, director of youth coaching) degli Zebbug Rangers. Protagonisti della recente trasferta contro i portacolori della Val San Martino (1-2), l’Urgnanese (4-0) con cui sono gemellati dall’anno scorso e lo Sporting Valentino Mazzola (1-2), affrontato martedì 22 novembre a Cassano d’Adda. Obiettivi, imparare e spassarsela, perché il calcio è ancora passione e divertimento. Sì, ma che ritmi! «Tra sabato e domenica ci siamo visti allo stadio Juve-Pescara, Atalanta-Roma in Curva Morosini e il derby di Milano. Siamo qui in trentacinque tra giocatori, staff, genitori e parenti». E anche il buon Franco, cui tocca fare da capopopolo («In hotel, a Lallio, quando i ragazzi alzano la musica devo tenerli a freno io. Mercoledì mi aspetta il check in all’aeroporto, mi viene male…»), si prende la sua bella fetta di allegria: «A Iseo, vicino al monumento a Garibaldi, ho fermato un signore anziano coi baffi chiedendogli di dire “Forza Zebbug!”. E lui l’ha fatto: ci abbiamo girato il video».

angius3Nessuna sorpresa se in un clima del genere, che serve da contraltare a una professionalità comunque a prova di bomba, l’inappuntabile funzionario della Central Bank of Malta, che abita a Mosta con la moglie Deborah e il figlio Beppe detto Ciccino, ha tirato su qualche campione promuovendo lo sviluppo del football di casa sua: «In nazionale, dei miei, ci sono finiti in quattro, una soddisfazione enorme. Due del gruppo dei ’93-’94, il primissimo che ho portato qui, Ryan Camenzuli e Ryan Scicluna, più gli Under 21 Luke Montebello e Kurt Zammit – precisa Franco, che padroneggia benissimo l’italiano come molti del suo staff e una discreta percentuale di connazionali -. I rapporti con l’Atalanta, di cui stanno diventando tifosi un po’ tutti quelli che ho accompagnato in questi anni, perfino mio figlio, risalgono al 2006, in cui partecipammo al camp estivo a Cavalese. Quindi gli stage per allenatori: a dicembre invitammo Stefano Bonaccorso, il responsabile dell’attività di base di Zingonia. Allora lavoravo per il Birkirkara, poi ho cambiato: dal 2012 al Melita, con due gruppi di ’98, nel 2014 col Pietà Hotspurs e dall’anno scorso con Zebbug. Negli ultimi anni ho coinvolto circa duecento persone, ormai sarà più di venti volte che vengo: si punta a organizzare qualcosa per la sosta natalizia».

angius4Il poliglotta Mister Agius (l’accento va sulla “u”) che ai Rangers è appunto il mister dei mister, affiancatiglisi pure stavolta insieme al segretario generale Mark Camilleri e al resto della truppa di educatori-coach-di tutto un po’ (Philip Attard, Christian Micallef, George Vella, JeanPaul Busuttil), ha fatto praticamente da capofila delle relazioni tra il club nerazzurro e la sua federazione. Tant’è vero, per dire l’ultima, che la Primavera di Valter Bonacina nella preparazione estiva di Rovetta s’è trovata di fronte anche la Nazionale Under 19 dell’Isola dei Cavalieri e della Croce. Ma quella sfera che rotola sul prato è l’occasione per ben altro, anzi per molto di più. È l’esperanto, la lingua universale, che unisce i popoli e le persone al di là dei confini, dei camp, degli stage e delle amichevoli per consentire al vivaio di imparare facendo esperienze nuove ed esaltanti: «Sono stato ospite a SeilaDea, la trasmissione di Patrizio Romano a SeilaTv, la sera di Palermo-Atalanta nella scorsa stagione. Conosco qualche ultras e sono anche stato a casa loro. Ho conosciuto Giulio (Ghidotti, NdR) a Radio E e Mario (Martinelli, NdR) che nell’estate del 2015 hanno fatto le vacanze a Malta, con Mario che senza sapere che abbiamo la guida a destra si stava mettendo al volante della mia macchina. A proposito, spero mi faccia conoscere Michelle Hunziker come mi ha promesso… Ho stretto amicizia anche con Paolo del Ristorante Sole di Città Alta». Ricordi freschissimi perché mantenuti vivi nel tempo. Magari davanti al bicchierino di limoncello dal cinese, sul provinciale per Dalmine, dopo aver cenato a pizza, birra e Juventus («Il mio primo amore», dice, e non è l’unico gobbo della spedizione) al locale crucco dall’altra parte dello stradone.

angius5Conciliaboli tra calciofili. Maltesi che danno del difensivista al ct della loro rappresentativa, Pietro Ghedin, e parlano di Harry Redknapp, lo zio di Frank Lampard, il tizio rubicondo coi capelli rossicci che al Tottenham e altrove non ha vinto una mazza, come suo sostituto. Mentre i bergamaschi propongono Stefano Vecchi, che per gli stipendi di laggiù va bene e poi sai quant’è bravo a coltivare virgulti. O rammentano Bonello, che dal Club Italia di Vicini al “Comunale” trenta e passa anni fa ne beccò cinque nel solo primo tempo, come il miglior portiere locale: «Alle qualificazioni agli Europei prese 12 gol dalla Spagna, che aveva bisogno di farli. Gioca in porta anche il figlio», ti rispondono, accigliati. No, non è finita qui: «Mi raccomando, scrivi che ogni volta che vengo a vederla l’Atalanta vince. È successo in B col Brescia, doppietta di Zampagna. Con l’Inter di Mourinho. Col Milan due volte. Solo con la Juve perde sempre: quattro su quattro!». Benvenuti nel mondo di Franco Agius, con l’accento sulla u, il bancario di Mosta che facendo su e giù tra casa sua e Bergamo ha portato quattro ragazzi a difendere la bandiera biancorossa con la croce sopra.