francotentorio

di Giacomo Mayer
Anni Settanta. Tentorio, Amedeo, Buzzanca e Fabrizi. Quattro giovani amici, non al bar, ma a presidiare la storica sede del Movimento Sociale Italiano dalle incursioni dei loro coetanei di estrema sinistra. La sede di via Locatelli era un sacrario da difendere. Poi passano gli anni e tutti e quattro si buttano, direttamente, in politica sempre sotto i simboli “Dio e patria”. Amedeo andrà a Bruxelles, Fabrizi e Buzzanca in Consiglio Comunale e Franco Tentorio, nato il 5 gennaio 1945, batterà ogni record, entrerà in consiglio comunale a 25 anni, al posto del leader missino Mirko Tremaglia, e vi rimarrà  per tutte le amministrazioni, fino ad oggi. Consigliere Comunale, assessore, vicesindaco e sindaco. Dal 2009 al 2014 diventa sindaco, il primo postfascista dell’era moderna. Non ha mai rinnegato la sua fede, pur accettando i cambiamenti imposti dalla storia. Infatti sempre leader, pacioso e tranquillo, del centrodestra però senza farsi incantare dalle sirene berlusconiane. Msi prima, An poi quindi Il “Popolo delle Libertà”, amico della Lega un po’ meno di Forza Italia. Dalle sue parti spesso gli rimproverano di essere troppo simpatico anche agli avversari. Per citarne uno, è lontano mille miglia  da un tipo come La Russa.  A Bergamo la famiglia Tentorio è un’istituzione, il padre Luigi è stato il più importante dirigente dell’Atalanta. Se la società nerazzurra è sempre stata considerata, dai media nazionali, come la regina delle provinciale lo si deve all’impulso organizzativo e tecnico di Luigi Tentorio.  Franco  non è un politico di professione, anzi.  Bocconiano doc, è uno dei più stimati commercialisti di Bergamo, il suo studio è tra i più quotati. E  anche quando era il primo cittadino di Bergamo, dopo l’impegno a Palazzo Frizzoni, non tralasciava mai di passare nel suo studio.  Per la sua attività di commercialista è anche il politico più ricco, non è comunque un dilapidatore di beni e ricchezze pubbliche o private, anzi è attentissimo a conti e bilanci, del resto è il suo mestiere. Infatti, quando era sindaco, le opposizioni lo hanno sempre attaccato perché lo consideravano troppo parsimonioso e privo di slanci e proposte innovative. Un immobilista, probabilmente un accorto amministratore di beni pubblici quando le casse, non per scelta sua, erano vuote. In Consiglio Comunale sui banchi governativi o su quelli dell’opposizione non ha mai fatto mancare interventi e chiarimenti. Certo, quando si è in minoranza è più facile fare le pulci a chi governa. Tentorio non picchia mai i pugni sul tavolo, anzi spesso gli interventi non mancano di ironia, i toni sono leggeri ma puntali e precisi. Non gli dispiace la buona tavola, eppure, dopo l’Atalanta, sempre presente sugli spalti del Comunale, la bici da corsa è la sua passione.