giadaokcopertinacopertina di Matteo Bonfanti
Quando ho visto la fotina su facebook, una ragazza alta e bionda come la birra, dallo sguardo intrigante, dalla pelle meravigliosa, dalle gambe lunghe e dal seno all’insù appena accennato, impegnata sicuramente nella vita come fotomodella, mi sono detto: “Che succede? Forse che improvvisamente sono diventato bello senza accorgermene?”. Pensavo a mio babbo, una volta che mi vedeva triste perché Elisa non mi guardava manco di striscio: “Sai, Matteo, le Ferrari vanno con le Ferrari, le Fiat Punto con le Fiat Punto. Tu che sei bruttino forte sei una Panda Arancione, finirai sposato con un’altra Panda, magari grigia, di quelle quattro per quattro… Elisa è un’Alfetta Station Wagon Sedici Valvole. Non fa per te, lasciala stare. Buttati piuttosto su Cinzia, che è una Cinquecento. Ma non di quelle nuove, una vecchia e sgangherata dell’anno Sessantotto. Ti darà delle soddisfazioni, fidati”.

giada5 Marco, appunto mio papà, non aveva ragione del tutto, perché ho fatto due figli con Costanza, trovata per caso in aeroporto, la donna più bella che mai avessi visto prima in vita mia, che ci siamo incontrati e quasi mi lasciavo giù, e mi ha attaccato bottone e ci ho trovato un cuore straordinario con due occhi capaci di ribaltarmi a prima vista e un sedere tanto bello da osservarlo all’infinito, anche ora mentre scrivo, guardandolo mentre fa la doccia, senza stancarmene mai. Eppure è stato un sacco un caso, il colpo di fortuna del principiante. A riprova che quasi tutte le mie amiche sono cesse, bruttissimissime fighe, ma dal carattere meraviglioso, simili a me se fossi donna.

giada1 Così quando ho accettato l’amicizia di Giada Salvi da Brembilla, l’ho fatto pensando “che cosa stramba, che ci azzecca col mio giro?”. Poi da curioso, ho iniziato a chiacchierarci, ogni tanto, se vediamo che siamo tutte e due in chat, ridendocela più che altro perché siamo entrambi parecchio ridanciani. A vederla sfilare in mezzo alle altre modelle, non si direbbe mai, ma Giada è piccola piccola, giovanissimissima ed è da trattare con cura, come si fa quando s’incontra per caso una sorella minore. Diventerà una donna meravigliosa perché è una ragazza diversa dalle solite bellissime: ha un fisico mozzafiato che la fa partecipare a concorsi su consorsi, ma ha pure addosso la spensierata allegria dei giorni, la sola cosa che rende unici al mondo. Le chiedo: “Ti piace il pallone?”. Mi dice: “Guarda, sono andata a vedere le partite di calcio di mio fratello che ancora stavo nel passeggino. Mauro giocava nel Pontisola e io mi sono girata tutti i campi della Bergamasca e pure gli altri, quelli fuori dalla nostra provincia… Ora ha smesso. Ma mi piaceva: si sa mai trovi un ragazzo che giochi a pallone così ricomincio ad andare negli stadi orobici che tanto ho amato”.

giadamare Giada scrive bene, che per me significa leggere qualcosa che non t’aspetti e dà speranza che la generazione futura sia meglio della mia, disperante. Le domando se è fidanzata e mi spiega: “Cerco il Principe Azzurro, che più che essere bellino fuori deve essere piacevole dentro, nel cuore e nell’anima”. Mi piacciono le sue parole, mi fanno tornare adolescente, quel periodo che era lei o nessun’altra, assai diverso da qui, che invece senti la bellezza che c’è in ogni dove. Capitolo sogni, tanti, grandi e grossi e anche contro vento. “Matte, non me lo dire che ne ho la testa piena. Frequento un istituto tecnico a indirizzo linguistico per tentare di tenere i piedi ben piantati a terra. Ma la moda è la mia passione e mi piace un casino leggerne. Riuscire ad entrare in questo settore come modella? Chi lo sa… Certo, mi vedessi sulla copertina di una delle riviste che compero in edicola, farei i salti di gioia. E poi c’è il mare…”.

giada2 Bella la famiglia, nella cartolina che Giada mi racconta, con un babbo tenero, ma “abbastanza geloso della sua bimba”, una mamma che c’è sempre, pure agli estenuanti concorsi di bellezza, e un fratello con cui la nostra modella parla un sacco, senza paure, abbracciandosi. Doverosa la lunga lista di ringraziamenti, tipica di una persona felice, che sta bene bene in quello che fa, insomma che si basta. “Sapessi come sono contenta che Stefania Merello, che è una grande, mi ha menzionata in un articolo del suo blog. E poi Erino Gualberto, che mi insegna come ci si mette davanti all’obiettivo. E c’è…”. Insomma questa è Giada, che da fratello maggiore spero non perda la sua vorticosa voglia di vivere e di ridere, che le resti addosso anche quando si troverà a cena con tipi brutti e arroganti come le capiterà, come accade a tutti, a me almeno una volta al mese. Che li trasformi in un esercito di poeti sognanti facendoli volare sulle nuvole rosa di Ernest Hemingway grazie al suo sfavillante sorriso e alle sue frasi divertenti, di arcobaleno e di sole.