mor stabilini-neagu di Matteo Bonfanti
Pur essendo ancora un ragazzo, Gianpietro Mor Stabilini pare arrivare direttamente da un’altra epoca. Tanto in campo, là davanti, a giocare in un ruolo che non esiste più, quello della boa, tanto in voga tra la fine degli anni Settanta e la metà degli Ottanta, prima che arrivasse Arrigo Sacchi a cambiare tutto. Uguale nella vita, un’esistenza quella di Mor Stabilini, inconcepibile per me che mi divido tra post su Facebook e frasettine a caso su twitter. Sul popolare social network Gianpietro non c’è perché non gli interessa. E l’attaccante del Baradello non ha neppure un indirizzo mail. “Quattro mesi fa ho cambiato il cellulare e me l’hanno dato con dentro What’s App, ma non è che lo uso molto”.
Bel tipo Mor Stabilini, amatissimo dai compagni di squadra, perché bravo eppure dalla straordinaria umiltà. A riprova come mi risponde quando lo chiamo per intervistarlo. “Per me ti sei sbagliato, forse stavi cercando un altro Mor Stabilini. Io non sono un bomber. Gol nella mia carriera ne ho fatti gran pochi. C’è un sacco di gente che merita più di me”.
Lui la pensa così, non chi lo vede giocare. E’ vero che Gianpietro Mor Stabilini segna poco, una settantina di reti in dodici anni tra i dilettanti, ma le formazioni che l’hanno in rosa volano in classifica.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA E qui riprendiamo quanto detto all’inizio. Il centravanti di Parre, paese a cui il ragazzo è legatissimo, somiglia ai Pruzzo, ai Graziani, ai Savoldi. Lancio lungo dalla difesa, lui salta di testa e serve la seconda punta che va a segnare, oppure Mor Stabilini la stoppa e serve l’assist, palle d’oro perché è vero che Gianpietro è alto e grosso, ma ha anche piedi buoni, affinati dal sapiente vivaio dell’AlbinoLeffe. A descrivercelo il suo diesse, Remigio Sigorini, che quest’estate dopo tanti tentativi è riuscito a portarlo a Baradello, in Prima. “Gianpietro mi è sempre piaciuto tantissimo – racconta il direttore sportivo, uno dei maggiori esperti di calcio bergamasco -. Ha un gran fisico e in campo dà l’anima: lotta per tutta la partita, recupera palloni su palloni e li tiene là davanti, facendo rifiatare la squadra. Al momento buono smista la sfera creando raffiche di occasioni gol. E’ un giocatore utilissimo, altruista. E ci sa fare coi giovani, li aiuta e gli dà preziosi consigli. Poi è simpatico, fa gruppo”.
Classe 1984, operaio quando non gioca a calcio, Gianpietro Mor Stabilini è questo: un centravanti col cuore del mediano, di quelli generosi che non ne esistono quasi più, ma che i club che ce li hanno, se li tengono stretti. Chiedetelo ai dirigenti della Colognese, dell’AlzanoVirescit, del Sovere, dello Scanzo o del Baradello.

mor stabilini1 DATA DI NASCITA: 6 luglio 1984
LUOGO DI NASCITA: Clusone
GOL FATTI IN CARRIERA: 74
SETTORI GIOVANILI: inizialmente a Parre, poi a Leffe, quindi all’AlbinoLeffe
LE ANNATE MEMORABILI: la stagione della Colognese, coronata con la conquista della Coppa Italia; la stagione all’AlzanoCene con la vittoria in campionato
LA PARTITA DELLA VITA: la finale di Coppa Italia al Flaminio tra la Colognese e l’Altamura
I COMPAGNI DI SQUADRA IDEALI: Oberti (insieme all’AlzanoCene) e Donda (anche lui di Parre e spesso in squadra insieme)
IL MISTER FONDAMENTALE: Tom Astolfi (mister negli allievi dell’AlbinoLeffe)