Pierre Giorgio Regonesi spegne oggi 41 candeline di una vita dedicata quasi interamente al calcio. Nato ad Osio Sotto il 22 febbraio 1979, cresce nel settore giovanile dell’Atalanta, maglia con cui esordisce in Serie A il 1° giugno 1997 contro la Reggiana. Con i bergamaschi milita fino al 1999, prima di una breve parentesi nelle file dell’Empoli in Serie B (dove firma le prime due reti della sua carriera professionistica), per poi trasferirsi all’AlbinoLeffe dal 2001 al 2006 con cui colleziona 168 gettoni con 14 reti, contribuendo allo storico salto in B. Dal 2006 al 2010 il suo percorso calcistico prende la strada della Romagna, sponda Rimini, con 132 presenze e 3 gol. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2014 rientra in terra orobica, nuovamente all’AlbinoLeffe, con altre 101 apparizioni in campo condite da 5 marcature. Il suo viaggio prosegue con le casacche di società blasonate del territorio come MapelloBonate, Casazza, Asperiam e, infine, Badalasco, quest’ultima attualmente impegnata nel campionato di Seconda categoria. Nella sua carta d’identità, alla voce segni particolari, si potrebbe scrivere “Highlander”, perché la voglia di giocare a pallone è rimasta la stessa degli esordi: “Ad inizio stagione avevo smesso, poi ad ottobre si è manifestata la possibilità di approdare al Badalasco con mister Nicoli e, visto l’ottimo rapporto già dall’esperienza precedente con l’Asperiam, ho deciso di andare avanti. Non era arrivato ancora il momento di lasciare”. Nella sua vita da professionista, Atalanta, AlbinoLeffe e Rimini gli hanno lasciato ricordi speciali: “La Dea mi ha dato l’opportunità di crescere ed esordire in Serie A, l’AlbinoLeffe è stata una realtà più piccola ma ci siamo tolti grandi soddisfazioni. Rimini ha segnato la prima esperienza lontano da casa, davvero bellissima, siamo arrivati a sognare la Serie A, poi purtroppo le vicissitudini societarie hanno rovinato tutto; avevo ancora tre anni di contratto e ci siamo trovati tutti svincolati”. Il presente adesso si chiama Badalasco, con obiettivi definiti: “Puntiamo al salto di categoria, non ci nascondiamo. Il gruppo è compatto e mi sono integrato benissimo. Da qui alla fine del campionato ci aspettano tutte finali, non possiamo sbagliare troppo”. Quando appenderà le scarpe al chiodo, le intenzioni invece sono chiare: “Non rimarrò nel calcio, ho altre idee”. Inevitabile infine un commento sul momento magico dell’Atalanta: “Ho visto la gara con il Valencia, il risultato parla da solo. Al ritorno non dovrà snaturare il suo modo di giocare, cercando di non subire gol nei primi minuti. La cosa positiva potrebbero essere gli spazi in contropiede che gli spagnoli dovranno concedere. Sono fiducioso”.

Norman Setti