di Simone Fornoni
“Ma basta proporre cani morti di terza categoria!”. Al mercatino del calcio provinciale, dopo nove giri di corsa consecutivi, questa frasetta pungente non si sentirà più. Il Rosso Malpelo del calcio dilettantistico bergamasco, protagonista assoluto dell’ultimo quinquennio dell’Aurora Trescore, ha deciso di scendere dalla giostra. Ma mica da vinto come i personaggi verghiani, perché per l’acqua cheta Giordano Signorelli, termale d.o.c. dal crine più fulvo delle lingue di fuoco dell’inferno, c’è il paracadute della pallavolo. Ovvero la FoppaPedretti, il vertice dello sport di casa nostra. Seguita da un bel po’, attualmente per BergamoPost, la creatura on line dell’Ettore Ongis al rientro dal suo periodo sabbatico post-Eco, e in modo tanto sfegatato e professionale che per le notizie di volleymercato ormai la prima fonte di ogni indiscrezione è lui. Così bravo e così ben addentro i meandri dell’ambiente da anticipare l’ufficializzazione dei colpacci anche di un paio di settimane. Bazzecole, per uno ancora giovincello eppure scafatissimo come Giordano, che il prossimo ventiquattro maggio compirà tredici anni di professione giornalistica senza aver mai ceduto alla tentazione proibita di buttare soldi per iscriversi all’Ordine.

giordi1 Il sedici di questo stesso mese, invece, la carta d’identità ha detto trentadue. A un amen dallo stop alla lunga vicenda da direttore sportivo, cominciata col quadriennio al Cfc Campagnola e chiusa con le dimissioni a casa sua, formalizzate allo scadere di un lustro intero di minacce di mollare gli ormeggi. Ormai, vuoi mettere, ha preso il largo grazie a quel pallone più piccolo scagliato da quelle belle cristone entro le quattro mura di un palazzetto, con cui magari poi si concede qualche after. Perché divertirsi e far serata gli piaceva assai, da animatore di mille movide e assiduo frequentatore del Bar Divina, di cui era uno degli spot viventi più autorevoli.
Il pienotto e allegrotto foppologo, che anche abbandonando il resto avrebbe pur sempre il posto fisso nel ricco distretto della valvola (in quota Lvf), ha deciso di slegarsi da un mondo che come scribacchino l’aveva visto in primissimo piano al seguito dell’AlbinoLeffe e dell’Atalanta, sotto le insegne de “Il Giornale di Bergamo”, mica solo ai bordi dei campetti di provincia o in qualità di dirigente. “Bei tempi, quando a Zingonia non era la società a scegliere chi dovesse essere intervistato – rievoca l’interessato, sul filo della nostalgia -, e Befani ti lasciava libero di intercettare chiunque a fine allenamento per carpirgli su due piedi i virgolettati che ti servivano. L’unico problema era dover lavorare al freddo e al buio nella brutta stagione, ma pazienza”. Nel curriculum, anche incarichi di rilievo nell’organizzazione del torneo in piazza della Libertà a Bergamo della Bertocchi Family.

[BGSPORT - 37] BERGAMO_SPORT/BGSPORT/PAG37 ... 07/03/ La consacrazione come guru della carta stampata di segno calciofilo è datata dal passaggio (estate 2009) al “Bergamo & Sport” versione testata autonoma (era l’inserto del Giornale), al seguito della famosa e coraggiosa Triade di scissionisti Bonfanti-Neri-Pagani. Certo, la sua firma adesso manca anche da quelle parti. Al pari del ricordo, vivo e recentissimo, delle sue risate o dei suoi improperi una volta ricevuti – o per converso attesi fin quasi alla mezzanotte – i pezzi dai collaboratori da impaginare, tipo quelli che nelle pagelle si inventavano “l’otto di stima” o robe simili. Nella mitica redazione di Piazzale San Paolo avrà sicuramente lasciato un vuoto. Perfino in qualità di designatore, compito ingrato poi mollato all’ornitologo con la penna Nikolas Semperboni e infine avocato dal Direttore (che, stanchissimo, lo delega al suo Caporedattore). A proposito, il Rosso diceva sempre di detestarla, quella qualifica. Intanto compare nella barra degli indirizzi della sua pagina facebook. E se fosse la promessa di un ritorno in pompa magna?