di Matteo Bonfanti
Domenica pomeriggio il nostro calcio era tutto sul tardi, i dilettanti alle cinque, l’Atalanta in notturna. Ero in redazione e avevo un’oretta, cazzeggiavo su facebook e mi è comparsa Ines, lunga e bellissima in un vestitino bianco mozzafiato. C’era il pallino verde e allora le ho scritto, che era un sacco di tempo che avevamo in ballo un’intervista, ma ogni volta capitava qualcosa e si rimandava. Parto a raccontarvi la modella del momento dal suo cognome, Trocchia, che è quello di un mio idolo, Re Igor, ex campionissimo del Monterosso, Terza categoria, ora tecnico rivoluzionario e preparatissimo nei migliori vivai della Bergamasca. Mesi fa io e Ines siamo diventati amici e io le ho subito chiesto se era la figlia del bomber del mio cuore. Ovviamente no e lei si era messa a ridere, probabilmente pensando di avere a che fare con uno dei giornalisti meno informati in Italia.
Perché Ines è famosa, tantissimo, è una top model, tra le più ritratte al mondo, ed è anche un volto noto della Rai. Io, che guardo solo le peggio serie tv su Sky non sapevo chi fosse, e l’ho scoperto ieri, dopo averci chiacchierato, subito in relax, come due che si conoscono da una vita e che se la ridono a leggersi al computer. Non sto a dirvi le mille copertine che ha fatto, di quali marchi è la testimonial, il numero esatto dei suoi migliaia di fan sui vari social, vi racconto con chi ho parlato domenica, una ragazza del sud, fiera della sua terra, la Campania, e che per lavoro sta in Lombardia, a Milano, una persona simpatica, scherzosa, dalla battuta pronta, profonda, più grande dei suoi ventidue anni, amante dei libri e dell’arte, single, anche se credo che una bellona del genere sola non possa esserlo mai, determinata, curiosa, alla ricerca di qualcosa che presto troverà.
Scrive, molto e bene, domenica le facevo le domande, mi rispondeva dopo un attimo, di getto, con parole messe in fila perfettamente che raccontavano pensieri originali e mai banali. Ecco le sue frasi, mi direte, e penso vi verrà voglia di diventare amici di Ines Trocchia, un cognome che per me è ormai una garanzia.
La moda. “Subito dopo i diciotto anni, grazie a uno stilista che abitava in un paese molto vicino al mio. Ora è molto della mia vita, anche oggi, sono in viaggio, domani ho una pubblicità”.
I sogni. “Non si svelano, si lavora in silenzio per realizzarli”.
La squadra. “L’Inter, fortissimamente, una passione trasmessa da mio papà”.
L’amore. “Sono single, anche perché difficilmente trovo qualcuno che mi colpisca positivamente. I miei amici mi accusano di scappare dall’amore, ma non è così, quando trovo una persona che sento potrebbe valerne la pena gli do tutta me stessa. Il problema è che è difficile catturare la mia attenzione”.
La terra. “E’ il Sud, che ho sempre nel cuore. Sono nata a Nola, in provincia di Napoli, poi io e la mia famiglia ci siamo spostati a Sperone, paese in provincia di Avellino. Del Meridione amo tutto, il cibo, le persone, la musica, il mare. Adoro andare in barca, ma ammetto che stare in spiaggia a far niente mi annoia”.
La bellezza. “Non è un merito, ma nemmeno una colpa e molto spesso sembra esserlo e si diventa vittime di pregiudizi. Molti pensano che una bella donna non possa essere intelligente, non possa avere dei pensieri profondi, non possa amare la cultura. E poi c’è l’idea che una bella donna debba il suo successo solo ed esclusivamente al suo aspetto fisico. Sono luoghi comuni, preconcetti sbagliati e un po’ classisti, che però sono insediati nella testa di molti. La realtà è che spesso una bella donna deve lottare il doppio per abbattere determinati pregiudizi”.
Le proposte indecenti. “Ci sono in qualsiasi ambito. E bisogna selezionare bene le persone di cui ci si circonda”.
La felicità? “Domanda da un milione di dollari. Mi chiedi se sono felice? Posso risponderti che non ho nulla di cui lamentarmi, ma anche che non sono soddisfatta al cento per cento. Questo per via del mio carattere: sono una persona che pretende moltissimo, in primis da me, più che dagli altri. Quindi ti direi che sto bene, ma che la felicità si raggiunge per pochi momenti”.
Le cinque persone più importanti, quelle che hai nel cuore. “Mio padre che ho perso poco più di un anno e mezzo fa. Mia madre che è la mia roccia, il mio modello di vita. Da lei ho imparato che nella vita bisogna lottare sempre, senza mai abbattersi, anche quando si è soli. Mia zia paterna che è stata una seconda mamma. La mia agente, Emanuela, un punto di riferimento, non solo lavorativo. Poi le mie due amiche più care, che ci sono state tanto, con cui ho fatto parecchie esperienze”.
La timidezza. “Non sono una persona timida, ma lo divento quando mi interessa particolarmente qualcuno”.
Il pensiero. “L’idea che il tempo non possa tornare indietro e che bisogna buttarsi per non perdere occasioni che poi non tornano più”.
La musica. “Italiana, Mina e Battisti soprattutto, poi mi capita di ascoltare anche Lady Gaga”.
Il tuo segno zodiacale. “Capricorno”.
Il libro. “Leggo molto, poco i romanzi che mi annoiano, tanto di poesia o di arte. Ora sono impegnata in un libro che racconta l’iconografia del Diavolo, come sia cambiata la rappresentazione di Lucifero nel corso della storia da parte dei principali pittori italiani. Mi piacciono le letture che mi insegnano qualcosa”.
Il posto del cuore. “Purtroppo non ho un rifugio dove scappare, però se sono pensierosa, mi piace restare da sola, ascoltarmi, dove non importa”.
Sogni di notte? “Sì, spesso”.