di Daniela Picciolo
Nato nel 1949 a Giovanni Rotondo in provincia di Foggia, Leonardo Viola, pittore italiano i cui dipinti sono riconosciuti a livello nazionale e internazionale, frequenta da ragazzo gli studi classici, si laurea con successo in sociologia e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera per poi dedicarsi alla più grande passione della sua vita: la pittura. “Da piccolo adoravo dipingere e disegnare bicchieri e bottiglie ispirandomi agli oggetti che trovavo in casa e ho così coltivato il mio amore per i dipinti, fino a che, nel 1974 ho esordito col la mia prima personale a Molfetta”.
Leonardo ci racconta come la sensazione provata allora fosse quella di timore ed emozione allo stesso tempo, in quanto non sapeva come il pubblico avrebbe reagito ai suoi quadri: “Fortunatamente la mostra piacque e da quel giorno non mi sono più fermato e continuo a dipingere paesaggi, che sono il mio soggetto preferito, ed esporto la mia arte in tutto il mondo”. Ma la sua terra, la Puglia, la porta sempre nel cuore: “Tutto ciò che rappresento, come le onde del Gargano, gli alberi, i lecci e i mandorli rappresentano anche il legame con la mia terra. Le proprie origini non si possono dimenticare”. Nel ’77 il pittore è a Monastero del Lavello di Calolziocorte ad esporre i suoi quadri e 40 anni dopo ci tornerà con la sua personale intitolata “Un soffio ed è …Acrilico” nel 2017. Proprio l’acrilico infatti è la sua tecnica pittorica preferita, dopo aver praticato per molti anni la pittura a olio: “L’acrilico è un tipo di materiale che assorbe molto bene il colore e mi permette di vedere subito l’effetto ottenuto, a differenza della pittura a olio che impiega molto per mostrare l’effetto finale”. A luglio 50 opere esposte all’interno del Monastero, tutte rappresentanti paesaggi onirici che danno la sensazione all’osservatore di essere già stati in quei luoghi, dove un dettaglio di un’ambientazione calabrese si confonde con il mare della Liguria e il contesto del dipinto acquista di volta in volta le sembianze di un nostro ricordo lontano. Ma le avventure di Leonardo non finiscono qui.
Alle spalle il nostro artista ha anche un passato da affermato giornalista pubblicista, quando sul finire degli anni ’70 inizio ’80 inizia a collaborare prima con la Gazzetta di Lecco dove si occupa di cronaca e successivamente con l’Eco di Bergamo nella sezione dedicata alla cronaca nera e bianca. “Nel corso degli anni, alla Gazzetta, conobbi anche il vostro direttore di Bergamo e Sport”, ridacchia sotto i baffi il nostro: “Matteo Bonfanti era un personaggio già allora. Che dire, sono stati anni divertenti e di formazione. Uno dei casi di nera di cui invece mi occupai a L’Eco e che ricordo bene, fu una rapina avvenuta alla banca Credito Bergamasco di Cisano, in cui ci fu questo assalto compiuto da due banditi seguito da una fuga rocambolesca, alla Bonnie e Clyde”. Un passato e una carriera che hanno portato Leonardo Viola al successo e a diversi riconoscimenti e premi. “Dal 19 agosto al 9 settembre ho esposto a Lecce, nella mia terra, in un’importante galleria del centro storico”. Un’arte, quella di Leonardo Viola, capace di ispirare pace e tranquillità con i suoi colori e i suoi soggetti, che si fa promotrice di un dialogo tra l’uomo e il mondo.