di Gioia Masseroli
La più grande soddisfazione per un difensore? Diventare il bomber aggiunto, il match-winner di giornata. E Marco Carrara, il difensore centrale in forza al Rovetta, questa emozione l’ha vissuta e provata veramente.
MARCO CON LA CASACCA DEL ROVETTABisogna fare un tuffo nel passato, giusto di qualche annetto, quando i galletti ancora militavano in Terza categoria e giocavano un derby più che delicato in casa del Villa d’Ogna: i padroni di casa vincono per 2 reti a zero mentre gli ospiti, oltre che ad essere in svantaggio, devono fare i conti anche con l’inferiorità numerica; ma è proprio quando il gioco si fa duro che i duri iniziano a giocare e i giallorossi trovano grandiosamente il pareggio. Accontentarsi? Mai! E, al 94’, guizzo vincente di Carrara che, da 40 metri, supera l’allora portiere del Villa d’Ogna Mattia Zucchelli e regala una strepitosa vittoria in rimonta al suo gruppo. La curiosità è che oggi Marco e Mattia sono compagni di squadra, visto che quest’ultimo è passato a difendere – in modo del tutto egregio – la porta dei galletti: “A volte ripenso a questo mio gol vittoria – racconta Carrara – e mi diverto a ricordarlo scherzosamente al mio portiere (ride n.d.r.)”.
Marco Carrara, nato ad Alzano Lombardo il 18 ottobre del 1993 è un ragazzo cresciuto con il pallone tra i piedi, una passione nata fin da bambino e coltivata fino ad oggi. I genitori, Fabrizio e Manuela, hanno sempre seguito con interesse le partite del figlio fino alle Juniores. Ultimamente non lo seguono spesso e lo stesso giocatore rivela che la mamma teme per i falli che capitano sui campi da calcio; prima delle partite, mamma Manuela ripete al figlio sempre la stessa frase: “Stai attento a non rompere nessuno”, anche se non è nel DNA del giocatore rovettese compiere interventi scorretti.
MARCO NEL NEW TEAM VERTOVAMarco è un fiume di parole e non smette di raccontare: “Già ai tempi della prima elementare mi divertivo a correre sul rettangolo verde – ricorda nitidamente – giocavo nell’Ardens Cene e ricoprivo il ruolo di centrocampista. Sono rimasto a Cene fino all’età di 12 anni e ho avuto la fortuna di essere calcisticamente cresciuto da allenatori in gamba come Eligio Nicolini e Gian Andrea Bortolotti, l’attuale Direttore Generale della Vertovese”.
Una volta raggiunto il 12esimo anno di età è giunta l’ora di cambiare aria e il calciatore bergamasco approda a Rovetta, quella realtà che contribuirà alla sua crescita e che, con il passare degli anni, diventerà sempre più casa sua. Ed è proprio tra le fila del club dell’alta Valle Seriana che Marco viene spostato da centrocampo in difesa e, da quel momento, il ruolo del difensore centrale resterà suo. Gioca per ben due anni il campionato Juniores con la soddisfazione di portare al braccio, per entrambe le stagioni, la fascia da capitano: “In questi due campionati siamo sempre arrivati secondi – dice Marco – abbiamo perso alla fine, ma sono state due annate eccezionali e indimenticabili”.
A 17 anni l’esordio in prima squadra, ma l’aria e l’atmosfera dei “grandi” inizialmente dura poco perché, dopo solo un anno, il difensore torna nella Juniores come fuori quota in quanto non riesce a prendere parte agli allenamenti serali. Ma è proprio nel corso di questa esperienza che Marco conosce il suo attuale allenatore, Giorgio Scotti e Carrara afferma: “Da subito si è creato un ottimo rapporto e una bella intesa; a mister Scotti devo molto, ha contribuito alla mia crescita migliorando così il gioco che esprimo”.
Nel corso della stagione 2015-2016 Marco decide di prendersi un anno sabbatico, lascia il calcio a 11, saluta la sua Rovetta e va a giocare a 7 nel New Team di Vertova.
Ma, come spesso capita nella vita, il passato torna e – dopo solo un anno – ecco che il difensore torna a vestire a testa alta la maglia dei galletti. Il Rovetta inizia la stagione 2016-2017 con qualche titubanza, conquistando un solo punto nelle prime sei gare, e la società decide così di riportare a casa questo prezioso difensore; Carrara torna, si aggiudica un posto inamovibile nelle retroguardie, la squadra inizia a girare che è una meraviglia e i giallorossi esplodono in una stagione strepitosa. Un’annata nella quale si è creata un’ottima intesa con tutti i compagni di squadra ma in particolar modo con Andrea Breno, il centrale difensivo che ogni domenica forma un muro invalicabile insieme a Carrara.
Un vero appassionato di sport, tanto che dopo le superiori Marco ha deciso di iscriversi alla facoltà di scienze motorie a Brescia e manca davvero poco alla ciliegina sulla torta, ovvero la laurea. La grande confidenza per lo sport fa parte della famiglia di Marco visto che anche Cristian, il fratello minore di 14 anni, è una giovane promessa: in questo caso non si parla di calcio, ma di sci.
Il sogno nel cassetto del calciatore classe 1993 è quello di lavorare nel settore per il quale sta tanto studiando e le primissime ricompense sono già arrivate: si impegna nell’allenare gli Allievi del settore giovanile del Rovetta e gli Insuperabili della scuola calcio per ragazzi disabili; quest’ultima è un’esperienza positiva ed edificante: “Gli Insuperabili, attraverso la loro spontaneità e la voglia di divertirsi, mi trasmettono tanta serenità. Allenare questi ragazzi è piacevole e i loro miglioramenti si notano a vista d’occhio; stiamo bene e cresciamo insieme”.
Un’ultima battuta nella quale Marco svela il suo sogno sportivo e mette sotto la lente d’ingrandimento il suo obiettivo: “In molti affermano che il Rovetta sta scrivendo la storia visto che siamo arrivati in semifinale di Coppa e i play-off sono ormai nostri; ma per me scrivere la storia non significa questo: per farlo davvero bisogna vincere tutto ed arrivare in Prima categoria. Questo è il mio più grande desiderio e la mia ambizione”.
MARCO NELLA FOTO DI SQUADRA DEL ROVETTA DEL 2017