“Nippo Nappi, tirali matti”. Lo slogan che campeggiava sugli striscioni dei tifosi atalantini è ancora vivo nella mente. 48 le presenze con la maglia della Dea in due stagioni all’ombra delle Mura, solo 4 le reti realizzate, eppure Marco Nappi è uno degli ex giocatori nerazzurri ricordato oggi con più affetto. Il suo impegno, la sua professionalità, la sua passione: caratteristiche che non sono passate inosservate tra i supporters orobici. Nato il 13 maggio 1966 a Roma, è cresciuto nel settore giovanile della Lazio per poi vestire tra gli anni ’80 e 2000 alcune casacche importanti come Cesena, Ravenna, Genoa, Brescia, Fiorentina, Udinese e appunto Atalanta, solo per citarne alcune.

LA SERATA MAGICA. Il ricordo più bello con la formazione bergamasca? Bisogna tornare al 2 dicembre 1999, Coppa Italia: a Bergamo arriva il Milan e per l’undici di mister Giovanni Vavassori la gara è subito in salita, 0-2 con gol di Shevchenko e Leonardo. Nappi entra in campo nella ripresa per Cristiano Doni. Nicola Caccia dimezza lo svantaggio, Nippo la ribalta con una doppietta scolpita nella storia. Rimarrà quella la partita più bella della sua avventura atalantina.

IL RITIRO. Si ritira dal calcio nel 2006, per dare inizio al suo cammino da allenatore. Nel 2007 guida i ragazzi dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Figenpa di Genova. Nel 2012 allena gli Allievi Nazionali del Savona. A luglio del 2014, la sua carriera in panchina riparte dalla Calabria, in Serie D, con il Comprensorio Montalto Offugo. Nel 2016-2017 prende il timone invece della Berretti del Livorno vincendo il titolo nazionale, poi due anni al Pomigliano con poca fortuna. Nel 2018 la Cina entra nel suo destino. Inizia ad allenare in un college a Lyaoning dal settembre 2018 al giugno 2019, poi si trasferisce al Centro Federale dove guida il BSU Beijing Under 17.

IL PRESENTE. Oggi è bloccato a Roma e sta aspettando il via libera per riabbracciare i suoi giocatori a Qinhuangdao, città sul mare che dista 300 chilometri da Pechino, rimasta paralizzata per l’emergenza legata al Coronavirus. L’Accademia, che ospita il Centro Federale dove lavora, ha chiuso per il capodanno cinese. Sarebbe dovuto rientrare l’8 febbraio, ma la situazione sanitaria non l’ha permesso. La priorità adesso è quella di tornare dai suoi ragazzi, prima possibile, anche se il grande sogno nel cassetto è allenare in Italia, dove da calciatore ha disputato 10 campionati di Serie A e 13 di B. E i sogni possono diventare realtà. Come in quella fredda serata del 1999, quando fece impazzire Bergamo. E il Milan.

Nappi insieme alla sua squadra giovanile in Cina (foto dal profilo Facebook del giocatore)