Con la maglia della Dea è riuscito a totalizzare 106 presenze e 10 reti da calciatore. Oggi veste i panni di allenatore della Tritium in Serie D dopo avere lasciato il calcio giocato nella stagione 2008-2009. Marco Sgrò, nato a Sermoneta il 9 maggio 1970, si avvicina a piccoli passi alle 50 primavere ed è uno di quei giocatori ricordati con maggiore affetto dalla tifoseria atalantina che l’aveva soprannominato “architetto” per la sua capacità di disegnare il gioco a centrocampo con una sapienza innata. Due le fasi di permanenza a Bergamo del mediano: la prima nell’annata 1993-1994, dove colleziona 12 gettoni di presenza e 1 gol, senza però evitare la retrocessione degli orobici e il prestito all’Ancona in Serie B. Torna a vestire nerazzurro dal 1995 al 1998 con 94 presenze e 9 reti complessive, costituendo con Fabio Gallo una coppia super affidabile e contribuendo in termini di assist alla conquista del titolo di capocannoniere di Filippo Inzaghi. In carriera ha chiuso con 120 presenze e 10 marcature in A, unite a 87 presenze e 4 marcature in B. Da allenatore invece ha guidato la Colognese, l’AlzanoCene, il Seregno, la Rivoltana, la Pradalunghese e, per ultima, la Tritium.

L’emergenza legata al Coronavirus ha stoppato tutti i campionati dilettantistici e il punto di domanda sulla possibile ripresa è sempre più grande: “E’ una situazione straordinaria, mai vissuta prima – ci ha confidato Sgrò –, se un giorno ripartiremo non sarà semplice per i ragazzi. Sarebbe bello finire il torneo, ma la priorità è quella della salute e rispetteremo tutti le direttive degli organi competenti. Adesso è ancora presto per parlarne”.

Diversa ovviamente la situazione in Serie A, dove lo stesso ex Atalanta vede un quadro opposto: “Rispetto ai nostri campionati Dilettanti, nelle categorie professionistiche ci sono troppe cose in gioco, soprattutto dal lato economico. Faranno di tutto per portare a termine la stagione, le coppe della prossima annata dipendono da questa. Sarebbe complicato non farlo”.

Sul momento della formazione nerazzurra, l'”architetto” ha un pensiero chiaro: “Peccato che sia stato fermato tutto proprio adesso, l’Atalanta stava facendo benissimo non solo in campionato, ma anche in Champions League. Questa squadra dà veramente soddisfazioni enormi, pratica un calcio bello da vedere, il migliore attuale”.

Bergamo è stata duramente colpita dalla pandemia, ma Sgrò manda un messaggio positivo alla città: “Dispiace ovviamente per le sofferenze dell’ultimo periodo, tuttavia i bergamaschi sono gente abituata a non mollare. Con l’unione e rimanendo a casa volteremo pagina”. Volteremo, perchè anche lui ormai è diventato un bergamasco acquisito. Gli architetti, a volte, possono progettare serenità.

Norman Setti