di Gioia Masseroli
“Non c’è bisogno di emulare gli altri, il risultato più importante è dare il meglio di se stessi!”. Da questa citazione del mitico alpinista Simone Moro deriva la filosofia di vita di un altro grande campione sportivo: Mario Poletti.
Lo skyrunner clusonese ha sempre dato e messo in gioco il meglio di se stesso, sia nello sport che nel lavoro e, in generale, nella vita.
Nato a Clusone il 21 aprile del 1969, Mario, figlio di Vittoria e Palamino, è cresciuto in una tranquilla famiglia che gli ha trasmesso un’importante vocazione sportiva, insegnandogli i valori dello sport e del sacrificio.
A soli sei anni, seguendo le orme del padre, si avvicina al mondo dello sci di fondo e, all’età di 11, ne è già un grande talento.
Nel corso della sua adolescenza, il nostro campione continua a dedicarsi completamente allo sport e solo più tardi si renderà conto che tutti gli eccezionali successi raggiunti sono il frutto di tutti questi sacrifici fatti in gioventù, di tanto impegno e altrettanta passione.
Una volta raggiunta la maggiore età Mario cambia scenario: dallo sci di fondo, passa ad un’altra disciplina, la corsa in montagna e anche su pista. Uno sport tanto affascinante quanto faticoso. Ma lo sappiamo, è nella stoffa di Mario impegnarsi a mille e non arrendersi di fronte a nulla. Dal 1995 al 1999 partecipa a ben 17 maratone su strada e proprio nella maratona di Bergamo (nel 1997) sancisce il suo primato personale: 2h, 19’ e 13’’.
L’anno successivo, arriva un altro trionfo che vede protagonista l’atleta clusonese in un panorama del tutto diverso, ovvero la rinomata maratona di New York; gara conclusa con un ottimo risultato: una meritatissima 34° posizione con la bellezza di 2 ore, 25 minuti e 40 secondi.
Immenso è l’amore che il corridore prova per la montagna e la natura e, così, nel 1999, inizia a correre anche tra le tanto amate montagne, immerso tra interminabili spazi verdi e sentieri impegnativi.
Partecipa al “Trofeo 4 Luglio” e il suo esordio nel mondo dello skyrunner è da incorniciare: un secondo posto spettacolare. Di certo, non un debutto qualsiasi. Molti premi e tante soddisfazioni, come il record del Trofeo Davide sul sentiero 4 Luglio, il record del Trofeo Scaccabarozzi, per poi arrivare al trionfo più importante, il Trofeo Kima nel 2004.
L’anno seguente, in Spagna, complice un infortunio, Mario non riesce a vincere il titolo mondiale per soli due punti, ma vince la tappa di Zegama, ovvero la più importante.
E non è tutto. Il 2005 è un anno ricco di soddisfazioni per il campione bergamasco: prima diventa papà di Filippo e, poi, stabilisce il nuovo record delle Orobie. Mario si spinge verso questo obiettivo principalmente per sfidare se stesso, ma anche per valorizzare maggiormente il patrimonio naturale delle montagne orobiche, dove  si possono ammirare panorami mozzafiato, in cui spiccano il verde degli immensi prati scoscesi e il grigio delle maestose rocce orobiche.
Un percorso lungo 84 km con oltre 5000 metri di dislivello che parte da Valcanale, attraversa tutte le Prealpi Bergamasche e, passando per ben 7 rifugi, termina in Presolana. È il 7 agosto 2005 quando Mario dà il via a questa nuova avventura e, con sforzo e audacia, sancisce in nuovo record delle Orobie: 8h, 52’ e 31”. Un traguardo indimenticabile che resterà nella storia, che va a coronare la brillante carriera di Mario e a premiare tutto l’impegno e la costanza dimostrata dallo stesso campione.
Seppur a distanza di qualche anno, lui, l’uomo del record assoluto delle Orobie ricorda come fosse ieri l’emozione provata al termine di quelle faticose ma indimenticabili otto ore di corsa: “Un emozione unica. Ho realizzato il sogno che avevo in testa fin da quando ero piccolo. È stata gratificante l’esultanza della folla che mi ha accolto all’arrivo al Passo della Presolana. Non posso dimenticare le persone che mi hanno aiutato in questa impresa e ricordo, in particolare, Danilo Fiorina, un grande amico che ha coordinato il tutto”.
Lo skyrunner di Clusone è testimonial della Mizuno quando corre su strada, è il primo atleta sponsorizzato dalla Salomon e nel 2006, l’anno successivo al successo del record delle Orobie, diventa testimonial della Scott.
Mario Poletti si sente realizzato e soddisfatto perché ha dato tutto ciò che poteva: da semplice operario a testimonial, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di Product Manager all’interno della società Scott, ovvero si occupa della gestione degli atleti in Italia, approcciandosi, ogni domenica, a sportivi che affrontano gare di corsa. Lavorando a stretto contatto con i giovani, il consiglio che vuole trasmettere è quello di non perdere mai il coraggio, di impegnarsi sempre e di non arrendersi mai, perché il tempo e il lavoro ripagano. Il campione bergamasco si dedica, inoltre, all’organizzazione di eventi sempre legati allo sport e alle corse per il “Fly-up sport”.
Grande esempio di determinazione: Mario Poletti anche all’interno del mondo del lavoro ha raggiunto considerevoli traguardi e lavorando in un settore strettamente legato alla sua grande passione, ovvero la corsa, si sente gratificato tutti i giorni come dopo aver vinto una gara.