di Matteo Bonfanti

sora3 Nel calcio tanto è questione di carattere e un bravo mister lo capisce subito, già al quarto allenamento dei pulcini. Il duro finisce sempre a fare lo stopper, il tranquillo e riflessivo gioca in mezzo, a centrocampo, dannandosi per gli attaccanti che spesso sono egoisti, scorbutici, un po’ stronzi e primedonne. Chi ha l’indole contraria del centravanti va a fare il terzino sinistro, che, diversamente dal destro, fa su e giù dalla fascia senza sosta, ammazzandosi per i compagni, senza mai fiatare. Per questo Matteo Sora, l’acclamato e amatissimo bomber del Sarnico, è un caso assai particolare, perché per metà carriera, otto stagioni passate tra Serie D, Eccellenza e Promozione, ha ricoperto il ruolo del fluidificante tutto impegno, cuore e polmoni. Poi, un bel giorno, un allenatore molto intelligente che di cognome fa Di Costanzo, ha deciso di inventarlo punta centrale. Da lì in poi è nato un altro Matteo Sora, centravanti strepitoso da almeno venti reti a stagione, un rampino, che vive per buttarla dentro, in mezzo all’area avversaria a sgomitare per trovare il metro necessario per far esplodere il suo mancino.

sora1 Lasciamo perdere il primo Matteo Sora e concentriamoci sul secondo, il puntero che ogni domenica stoppa la palla col destro, se la porta sul sinistro e beffa il portiere avversario con un diagonale preciso e fortissimo. Buona tecnica, rapidissimo, e, detto dai mister che l’hanno amato, Stefano Avanzini su tutti, con un impressionante senso del gol che lo fa essere sempre al posto giusto nel momento giusto. E poi c’è anche il passato: diversamente dai colleghi di reparto, Sora porta con sé le stagioni da terzino che lo rendono un attaccante assai particolare, dei pochissimi che si fanno un mazzo così per i novanta minuti regolamentari più quelli di recupero.

sora9 Matteo Sora corre, altri centravanti non lo fanno, aspettano che il pallone gli arrivi tra i piedi. Forte, fortissimo, esplosivo anche come punta esterna del tridente, ruolo che ha ricoperto sempre a Sarnico, quando in panchina c’era Maffioletti, un altro tecnico con cui Sora si è trovato a meraviglia. Chiudiamo col carattere, che è una via di mezzo tra i ruoli fatti in carriera: Matteo Sora è una persona dalla simpatia incredibile, come spesso sono i bomber, che trascinano i compagni nel post partita, che sono i casinisti numero uno, che fanno la macchinata per andare a ballare. Ma è anche un ragazzo dal cuore d’oro, di quelli a cui si può chiedere una mano, quando sul lavoro o in famiglia qualcosa non va. Proprio come sono i terzini quando tolgono le scarpette chiodate e la maglia numero tre e tornano alla loro vita normale.

sora2 DATA DI NASCITA: 19 ottobre 1981
LUOGO DI NASCITA: Sarnico
GOL FATTI IN CARRIERA: 148
ATTUALE SQUADRA: Sarnico (Prima)
RUOLO: centravanti o seconda punta
GLI ESORDI: a cinque anni, a Sarnico, spinto dalla mamma, grande appassionata di calcio
SETTORE GIOVANILE: Sarnico
COMPAGNI IDEALI: Giulio Fogaroli (ai tempi del Brusaporto), Edoardo Quarantini (ai tempi del Casazza), Andrea Valli (ora con lui al Sarnico)
LA PARTITA DELLA VITA: Chiari Valsabbia-Cortefranca 4-2 (in gol a 17 anni all’esordio in Serie D)
GLI ALLENATORI: Osvaldo Zobbio (con lui a Cortefranca), Stefano Avanzini (con lui a Casazza), Massimiliano Maffioletti (con lui nella prima esperienza a Sarnico)
L’EMAIL: eccomi1981@libero.it