PONTE SAN PIETRO –  Il Team Manager è una figura societaria che all’interno del club riveste un ruolo ad ampio raggio d’azione, che presuppone competenza, grandi capacità organizzative e una fine sensibilità nel gestire e risolvere eventuali problematiche. Una gamma di requisiti che trovano ampio riscontro nel profilo di Angelo Locatelli, da quattro anni Team Manager del Pontisola: “Il segreto per condurre un ruolo così delicato all’interno della squadra è quello di saper creare un filo diretto tra squadra e dirigenza – spiega Locatelli – E’ fondamentale fungere da vero e proprio collante tra le parti, facilitandone i rapporti e la perfetta organizzazione”. A partire dagli anni novanta, Locatelli ha costruito un bagaglio di esperienze che lo hanno portato a lavorare con vere e proprie leggende del pallone bergamasco: “Il primo impatto nel panorama calcistico risale alle mie prime apparizioni da calciatore con le maglie di Libertas Treviglio e Mario Zanconti. Proprio alla Zanconti, dal 1993, ho iniziato a muovere i primi passi in quelle che sono le mie vesti attuali. Fu un battesimo molto importante in un’avventura che ricordo con grande piacere, culminata con il doppio salto dalla Seconda Categoria alla Promozione”. Un ottimo biglietto da visita che gli schiude le porte della Trevigliese: “Il Presidente Gianni Filippoli è una delle persone di cui conservo ancora oggi un ricordo estremamente positivo. Ha guidato la Trevigliese per diciassette anni, con una passione trainante. E’ stato stupendo condividere l’annata della promozione dall’ Eccellenza alla Serie D”. Obbiettivo bissato anche nella successiva tappa nella mitica Bergamasca Zanica: “La Serie D è di fatto la linea di demarcazione tra dilettanti e professionisti. Averla raggiunta con Trevigliese e Bergamasca e disputata nella mia parentesi all’ USO Calcio (secondo posto nella stagione 2001-2002, ndr) è motivo d’orgoglio”. La danza di Locatelli tra i club orobici prosegue con le parentesi alla Fiorente Bergamo, all’AlzanoCene e alla Colognese, che fanno da preludio allo sbarco nel professionismo: un biennio alla Tritium in Lega Pro Prima Divisione culminato con una salvezza al cardiopalma nella stagione 2012-2013. Successivamente lo sbarco al Como, questa volta nei panni di Responsabile Marketing, impreziosito dalla promozione in Serie B della formazione lacustre. Di presidenti, Angelo, ne ha conosciuti tanti e con molti di loro il rapporto lavorativo si è intrecciato con un legame di grande amicizia e affetto: “Tra i presidenti incontrati lungo il mio percorso calcistico, quelli a cui sono profondamente legato dal punto di vista umano sono: il compianto Davide Frigeri, presidentissimo della storica Bergamasca Zanica; il cavalier Claudio Pezzoni, patron della Fiorente Bergamo; Giancarlo Pezzoli dell’AlzanoCene e ovviamente Gianni Filippoli, Pres della Trevigliese”.

E tra gli allenatori? “Alla Colognese ho avuto Stefano Vecchi (ex Inter, oggi al Venezia, ndr). Un predestinato. Un perfezionista, maniaco del dettaglio. Nel calcio ci sono tanti allenatori ma pochi insegnanti di calcio e Stefano appartiene di diritto alla seconda categoria. Peculiarità che intravedo oggi in Roberto Curioni (allenatore del Pontisola, ndr): stessa attenzione, stessa voglia di apprendere e di trasmettere ai calciatori i propri concetti. Il futuro è suo”. Curioni chiama Pontisola, nonché attuale squadra di Locatelli, pronto ad iniziare il quarto anno nello staff Blues: “La mia avventura al Pontisola è la più longeva della mia carriera. In nessuna squadra sono rimasto per quattro anni e questo dato testimonia l’ambiente ideale che ho trovato qui. Un ambiente a misura d’uomo, una dirigenza eccezionale guidata da due grandi presidenti come Galbusera e Bonasio. C’è grande stima e affetto reciproci anche con il gruppo di calciatori e con tutta la tifoseria che non fa mai mancare il proprio sostegno. Si respira aria di famiglia”. Traspare una passione viscerale dalle parole di Locatelli: “Questo è un lavoro che mantiene giovani. Quando alla domenica vado in panchina mi sento totalmente immerso e coinvolto nelle vicende del gruppo. Di questi ragazzi posso solo che parlare bene: nei miei confronti mostrano un’educazione e una disponibilità inestimabili. C’è grande sintonia e affiatamento tra loro”. Una menzione speciale va ad un grande campione come Ferreira Pinto: “Adriano è un ragazzo fantastico. Un ex professionista che si è calato alla perfezione nella realtà dei dilettanti. Un top player sia a livello tecnico che a livello umano. Un autentico trascinatore e dispensatore di consigli per i più giovani. Un esempio”. La chiosa finale sui momenti più adrenalinici vissuti in carriera: “Nella Hit Parade dei momenti più indimenticabili metto la vittoria ad Avellino 2-1 quando ero alla Tritium, con un finale di partita dove successe davvero di tutto: avanti noi 1-0, ma nel finale rigore per l’Avellino con rosso a Pansera a cambi esauriti. In totale emergenza tra i pali va Corti (centrocampista). Subiamo l’1-1 e nel finale veniamo presi letteralmente a pallonate, ma al 93’ succede l’incredibile: da una conclusione a botta sicura degli irpini la palla si stampa sulla traversa e schizza sui piedi del nostro attaccante Bortolotto che, con l’Avellino totalmente sbilanciato, realizza da distanza siderale il gol del definitivo 1-2. Una partita al cardiopalma. Un altro ricordo indelebile è la vittoria del Pontisola contro la Pro Patria per 1-0, nella quale il nostro Pennesi parò l’impossibile, tanto da meritarsi l’appellativo di Batman. Questi sono soltanto due istantanee di quel vortice di emozioni che solo il campo sa darmi e del quale io non posso fare a meno”.

Michael Di Chiaro