BERGAMO – L’entusiasmo dei migliori anni e la blasonata maglia numero dieci, per portare la Bergamo Alta in giro per l’Italia. La storia di Giorgio Remuzzi, centrocampista classe ’93, tra i protagonisti indiscussi nella splendida stagione della Polisportiva Bergamo Alta, è un inno alla perseveranza e all’attaccamento, nel segno della voglia di crescere e di non porsi preclusioni. Remuzzi è infatti reduce da un’intera stagione vissuta sulla rotta Bergamo-Savona. In settimana, gli studi universitari, svolti a Savona nell’ambito dei Corsi di Studio in Scienze Motorie dell’Università di Genova e il venerdì sera il rientro a casa, al capezzale di un amore mai tradito, quale la PBA, con cui si regalò ormai tre stagioni fa il salto di categoria e della quale ancora oggi, nonostante la disponibilità part-time in allenamento, rappresenta una delle pedine più affidabili e convincenti. E con un quinto posto finale in saccoccia, miglior risultato di sempre nella storia del sodalizio cittadino, il bilancio di un’annata densa di spunti di interesse, non può che farsi più che soddisfacente: “Ci eravamo pure fatti solleticare dall’idea di fare i playoff, ma le battistrada del girone A di Seconda, San Giovanni Bianco e Atletic Almenno, hanno imposto un ritmo insostenibile per tutte. La sconfitta nell’ultimo turno con l’Almè ha decretato infine il quinto posto, ma va bene così, specie se consideriamo che eravamo partiti per salvarci e per evitare le sofferenze della stagione precedente, culminate nei playout. E poi c’è la soddisfazione delle 10 reti personali, traguardo importante per un centrocampista, e in questo senso voglio ringraziare di cuore l’U.S. Legino, squadra della Promozione ligure, che mi ha concesso di poter sostenere un allenamento alla settimana, così da integrare quello del venerdì sera con la PBA. Lo scorso anno ero addirittura parte integrante di quel gruppo, ma a fronte del tanto impegno trovavo poco spazio e allora ho deciso di privilegiare l’idea di calcio, fatta di attaccamento e di spirito di gruppo, quale quella della PBA. Sono tornato dagli amici, che in quanto tali non hanno faticato a riaccogliermi e l’anno appena trascorso ha messo una volta di più in luce l’entusiasmo che si respira in questa realtà, anche per merito di mister Stefano Ardit, che ci ha messo quella serietà e quell’organizzazione che mancavano al nostro ambiente. In questo senso, siamo tutti contenti della riconferma appena ottenuta dal mister e sono convinto che il prossimo anno sapremo fare ancora meglio”. Al netto del gap dettato dalle categorie, diventa inevitabile chiedere un confronto tra il calcio ligure e il calcio bergamasco: “Il calcio ligure è basato su intensità, velocità e aggressività e in questo contesto ho potuto affinare le mie doti migliori, che sono il palleggio e la velocità di esecuzione. Ogni partita era una battaglia e con i ritmi imposti dalla gara la parola d’ordine diventava: palla in mare! Resterà il ricordo particolarmente piacevole di questa esperienza e prendo atto volentieri del trionfo appena ottenuto dal Legino in Coppa Italia di Promozione (vittoria per 4-2 nella finale con gli spezzini del Forza Coraggio, n.d.r.). Con tutta probabilità mi avvicinerò a casa per proseguire gli studi, ma l’aver studiato a Savona mi ha permesso di prendere contatto con il mondo dell’informazione, collaborando con la testata on-line “Torino Sportiva”. Ho seguito un po’ di tutto, in linea con la mia grande passione per lo sport, dall’hockey su prato fino al baseball e il ciclismo, ma soprattutto ho potuto raccontare l’ascesa, in Italia e in Europa, della Juventus, della quale sono il primo tifoso”. L’epopea dei Remuzzi – oltre a Giorgio c’è il fratello Gianluca, classe ’96, settore giovanile del Como e due anni di Serie D nel Pontisola – è appena cominciata: nel segno dello sport, nel segno di una Bergamo sempre più Alta nei successi e consensi.

Nikolas Semperboni