FB_20160512_12_33_56_Saved_Picture di Laura Luce
A Caravaggio è nata la sala di registrazione Musica per il Cervello. Ne sono titolari Riccardo Anelli, al secolo Riky Anelli e Francesco Matano. Il primo è un noto e pluripremiato cantautore bergamasco. Il secondo è prima di tutto un fonico, poi un musicista e da qualche tempo a questa parte è inoltre personal manager dell’amico.
La loro storia comincia nel 2007 e dura nel tempo. Alla fine degli anni Duemila i due si incontrano perché Riccardo vuole riproporre con la band Isabelle Urla, che formerà proprio insieme a Francesco e ad altri musicisti, l’Arpione di Eva. È un brano da lui scritto in precedenza come solista. Di fatti quando Riccardo conosce Francesco possiede un vasto repertorio di canzoni dato che ha alle spalle una fitta carriera da musicista. Fin da giovanissimo si esibisce in diversi locali e nel 2000, quando ha diciannove anni, è vincitore dell’Accademia di San Remo. Arriva primo tra millequattrocento partecipanti. Il premio gli apre le porte del teatro Ariston permettendogli così di esibirsi tra le Nuove Proposte. Qui si fa conoscere dal grande pubblico e a manifestazione finita porta la sua musica per tutta la penisola per poi approdare in Francia e in Germania.
Nel 2002 il cantautore sospinto da una sete di conoscenza parte armato della sua Gibson e comincia a suonare ovunque. Scopre di possedere un’anima che si potrebbe definire gitana. Nel 2004 suona nella trasmissione “L’alieno” su Italia 1 e compone anche la sigla del programma. Nonostante i numerosi impegni trova il tempo per studiare all’Accademia Musicale di Treviglio e nel 2005 diventa uno degli insegnanti della scuola. Dopo due anni comincia il sodalizio con il suo socio e la loro esperienza insegna come l’amicizia e la condivisione di un progetto siano in grado di resistere agli urti che la carriera artistica e la vita stessa possono subire. Nonostante lo scioglimento della band nel 2012 i due hanno continuato a investire il loro tempo ad inseguire un sogno e a costruire quello che è già un successo. Riccardo, dal momento in cui gli Isabelle Urla hanno cessato di esistere, si è esibito sui palchi come Riky Anelli e si è avvalso, durante i live e nello studio di registrazione che Francesco aveva dal 2005 a Martinengo, dei The Good Samaritans, musicisti che riescono a impreziosire il suo lavoro.

FB_20160512_12_34_13_Saved_Picture Le compagini musicali sono cambiate nel corso degli anni ma la presenza di Francesco, l’amico di sempre, è costante. Matano da quattro anni a questa parte, sotto diverse forme, sostiene il socio nel nuovo percorso. Lungo questo cammino i due hanno raccolto i frutti del duro lavoro e dell’ estenuante gavetta. Dal 2013 per Riky Anelli arrivano i meritati riconoscimenti artistici. Prima vince la Targa Repubblica.it con il brano “Svuota tutto” come artista più ascoltato dai lettori in occasione della partecipazione alla fase finale del concorso e nel 2014 è sul gradino più alto del podio a ricevere il Premio Anacapri Bruno Lauzi Canzone d’autore con il brano “Una mattina che vale”. Questa è contenuta nel suo album di esordio, Considerazioni Notturne. Da qui è tutta un’ascesa: il contratto con la Saar Records, il nuovo disco in cantiere e gli apprezzamenti dal mondo musicale. Da più fronti infatti Riky Anelli viene ritenuto il cantautore che manca da molto tempo all’Italia.
L’intesa musicale e l’amalgama giusta dei caratteri dei due li fa arrivare a oggi, momento in cui fondano insieme Musica per il cervello. Il loro è un laboratorio musicale di respiro internazionale, partendo dalla disposizione dello studio per arrivare al lavoro che svolgono al suo interno.

FB_20160512_12_30_31_Saved_Picture MPC, come si può sinteticamente chiamare lo studio cavalcando il gergo giovanile degli ultimi anni, offre uno spazio per registrare e per fare diversi mix. La chicca però sta nel fatto che Musica per il cervello, con tutto il suo allure straniero e innovativo, possiede un’anima vintage. Sotto le luci blu che illuminano la sala d’ incisione pulsa un cuore d’altri tempi, il banco che Francesco e Riccardo hanno recuperato sospinti dalle suggestioni dei racconti dei reciproci genitori di come si viveva la musica negli anni sessanta. Il padre di Francesco, Roby Matano, già suonava alla fine degli anni cinquanta all’interno del gruppo dei Campioni. Alla formazione apparteneva un non ancora famoso Lucio Battisti, mentre i genitori di Riccardo sono sempre stati appassionati di musica e negli stessi anni frequentavano La Ruota, storico locale di Caravaggio in cui il gruppo si esibiva. L’ulteriore valore aggiunto dell’operazione dei due amici risiede nella volontà di mettere a disposizione di chi se ne vorrà avvalere una cura nella produzione musicale e una consulenza artistica tipica dei grandi studi degli anni ottanta e novanta che Francesco ha potuto vedere da vicino e a cui è rimasto affezionato seguendo il lavoro del padre.

FB_20160512_12_31_26_Saved_Picture In provincia un’attività del genere, dal carattere così forte e deciso, può sembrare pretenziosa e azzardata ma in realtà è un atto coraggioso e rivoluzionario. La rivoluzione di Riccardo e Francesco cominciata da ventenni con “La ballata delle mosche” e “Il panchinaro del sistema”, che ha dato origine anche al gruppo spontaneo di protesta Jimmy breaks all, non si è interrotta. Ora indossa guanti bianchi, ma solo perchè i ragazzi sono diventati uomini e hanno acquisito maggiore maturità per l’esperienza accumulata negli anni collezionando esibizioni e macinando chilometri. Sono rimasti ugualmente fedeli all’idea della necessità di una musica per il cervello. Espressione già presente nella “Ballata delle mosche” e ora concretizzata in quella che è la loro sala di registrazione. Musica per il cervello è un messaggio attuale perchè oggi come allora lo scetticismo provato dai due soci è rimasto invariato sia osservando la nascita dei talent show allora sia vedendo attualmente quanto hanno preso piede nei palinsesti televisivi. Riccardo e Francesco ritengono che sia sbagliato rendere commerciabile la musica in questo modo.

FB_20160512_12_31_33_Saved_Picture Con la loro attività hanno l’intenzione di ribadire che restano contro i locali che pur offrendo a giovani band spazi su cui esibirsi riflettono la tendenza delle major discografiche e confermano di provare rammarico nei confronti di una certa politica che vuole l’arte asservita al potere. Tutto questo sempre secondo loro è indice della volontà di voler usare la musica come arma di distrazione di massa più che come fiamma per scaldare cuori e accendere cervelli sensibilizzandoli verso temi attuali importanti. Il loro progetto, in netta antitesi con i tempi che percorriamo, vuole smuovere le coscienze e dare la possibilità a se stessi e agli altri di realizzare un lavoro di qualità che sia fedele ai propri principi e che sia libero”da lacci e lacciuoli”. La loro storia è grande perchè racconta la fucina di un talento, l’ amore e il rispetto per quello che si fa. È una storia che vive di e per la musica.