di Matteo Bonfanti
La storia inizia come tante altre, ci sono due bambini della stessa età che tutti i pomeriggi si fanno compagnia perché hanno i genitori che lavorano fino a sera. Passano i pomeriggi in cortile, giocano a rincorrersi, a rubarsi il pallone che hanno sempre attaccato ai piedi. Uno si chiama Alessandro, l’altro Roberto, da grandi occuperanno la maggior parte del loro tempo a far gol. Roberto arriverà addirittura a segnare per la Juventus per poi tornare nella nostra provincia e diventare l’attaccante più prolifico della storia dell’Eccellenza, l’olimpo del calcio dilettanti.
Chi legge sa già chi siano i due bambini di Grassobbio di cui stiamo parlando. Da uomini sono diventati Bolis, che quest’anno è la stella del Cologno Frassati Ranica, e Pellegris, il centravanti più importante del nostro calcio provinciale, nel 2015-2016 in forza allo Scanzorosciate, squadrone che il nostro Robi ha trascinato ad uno storico salto in Serie D segnando la bellezza di 21 gol in campionato. Nel pallone per caso, ma con una facilità ad andare in rete da predestinato, Roberto Pellegris ha fatto talmente tanti gol che è difficile farne il conto totale. C’è chi dice che sia già arrivato da un pezzo a quota cinquecento, gli addetti ai lavori concordano siano sicuramente già più di trecento, lui, che è una persona dall’incredibile umiltà, se ne attribuisce all’incirca duecentocinquanta.
In testa ad ogni esultanza sempre le canzoni dei Nirvana, la sua band preferita, uno straordinario e maledetto gruppo musicale a cui noi appassionati di pallone bergamasco dobbiamo qualcosa. Perché se Pellegris in gioventù ci ha regalato centinaia di prodezze, è perché aveva un obiettivo importante: tirar su due soldi col calcio per comperarsi la chitarra di Kurt Cobain, la Fender Mustang, che il nostro campione è poi riuscito a prendere ed ha ancora a casa.
Poco da rivelare su Pellegris come calciatore. Goleador fenomenale, 39 nella strepitosa annata col MapelloBonate edizione 2010-2011, squadra galattica con Roberto in campo insieme  al suo amico Ivan Arrigoni, un altro grande del nostro pallone.
Quanto alle caratteristiche sul rettangolo di gioco, Roberto Pellegris è il meglio che c’è: tecnica straordinaria, affilata dagli ottimi allenatori del vivaio dell’AlbinoLeffe (Tom Astolfi su tutti); velocità supersonica con la palla tra i piedi; lucidità e freddezza sotto porta; coraggio da vendere in mischia; correttissimo con gli avversari; disponibile anche quando qualche folle allenatore orobico lo ha allontanato dall’area avversaria, il suo luogo ideale.
Roberto è un gran bel tipo anche lontano dal pallone: molto attaccato ai valori della famiglia, fa il “mammo” di due splendidi bambini (“perché mia moglie si alza ogni mattina alle 4 per andare a lavorare”).  Pellegris è una persona che ama ridere e sorridere, colta, ma senza prendersi troppo sul serio, da invitare a mangiare fuori. Ovviamente chiedendogli di portare con sé la sua bella famiglia, la chitarra e un pallone di cuoio.

DATA DI NASCITA: 13 gennaio 1983
LUOGO DI NASCITA: Seriate
ATTUALE SQUADRA: Scanzorosciate (Eccellenza)
RUOLO: centravanti
SETTORE GIOVANILE: AlbinoLeffe
GOL IN CARRIERA: 300
IL COMPAGNO IDEALE: “ce ne sono stati tanti e farei torto a qualcuno se ne nominassi solo uno”: spiega Roberto
LA PARTITA DELLA VITA: Iran – Italia U20 Serie C, giocata a Teheran davanti a 35mila spettatori
GLI ALLENATORI:  i fratelli Astolfi, Tom, “un maestro di vita prima ancora che un grande allenatore”. E poi Mario, “che ho avuto come mister per tanti anni vincenti”
LA CURIOSITA’: l’idolo di Roberto Pellegris è un campione NBA, John Stockton, playmaker degli Utah Jazz per diciannove anni, “un genio del basket racchiuso nel corpo di una persona normalissima”. Nel 1999 Roberto è andato nello Utah per vedere Stockton dal vivo
LE PASSIONI: la chitarra (che Pellegris suona), la musica (Nirvana) e il basket (NBA)
L’EMAIL: roberto.pellegris@libero.it

pellegris 1