SALVAPROFILO di Erica Bonzi
Mi chiamo Erica, ho ventun anni, sono una studentessa universitaria, amo molto scrivere e sono al mio primo articolo (vi prego, poi ditemi se vi è piaciuto perché sono un po’ insicura). Questo è un mondo nuovo, assai strambo e io sono troppo seria, come al solito, sono una nonna dentro, del tipo che preferisco un tè coi biscotti sotto una copertina di lana piuttosto che un aperitivo con del buon vinello… Aiuto. A questo proposito penso che il giornalismo mi verrà in soccorso obbligandomi a lasciarmi andare, a diventare coglionazza, come dice Mat, Bonfanti, il direttore. Per fortuna mi ha accompagnato lui a Trescore Balneario ad incontrare Salvatore Monieri, nato il 21 febbraio 1961, sposato con Silvia, due figli, un maschio e una femmina ormai grandi e forti. Vi racconto di Monieri, confessandovi di non averci parlato molto, in pratica ho ascoltato le sue mille avventure estasiata e sorridente pensando tutto il tempo al fatto che avevo davanti uno che tocca i morti. Inquietante. Eppure se non fossimo stati nel suo ufficio, proprio accanto alla camera mortuaria, non avremmo immaginato neppure lontanamente che il “Salva” fosse titolare di una grande agenzia funebre.

SALVAMOGLIE Me l’ero immaginato anziano, con la barba e la sigaretta sempre in bocca nell’intento di scacciare i pensieri maligni che l’assillavano e invece no. Tutt’altro! Proprio un bel tipo, un uomo tutto d’un pezzo, sicuro, uno in alto, di successo, ma tenero e giovanile, di quelli che ti mettono a tuo agio offrendoti un caffè, scherzando un sacco della vita e dei suoi perché. Non fuma neanche! È riuscito persino a trovare un trattamento efficace per smettere, è andato a Cologno Monzese allo smoking center a fare la terapia del laser e da quel momento in poi non ha più avuto l’impulso di accendersi una sigaretta e prima si sparava tre pacchetti al giorno e da sei anni non tocca tabacco. Fantastico, ora so che posso fumare quanto mi pare e piace senza dovermi regolare, come mio solito, perché c’è la soluzione e “il Salva” l’ha già consigliata a un sacco di amici e su tutti ha funzionato, quindi sono apposto. E anche voi se voleste risolvere la questione con questo maledetto vizio potete andare da Salvatore a farvi dare dei consigli, prima che sia troppo tardi. Che poi lui è un professionista, ci tiene particolarmente al rispetto delle salme, quindi sareste in ottime mani, però io ho preferito incontrarlo in altre circostanze.

SALVAPICCOLO Insomma, me ne stavo lì, a fare cenni di assenso con la testa, mentre tra Salva e Mat si era instaurata una conversazione molto intensa sul calcio, di cui io non capisco un bel niente, e cercavo di non farmi notare ogni volta che mi veniva uno sbadiglio, ma i due erano troppo presi, non mi avranno nemmeno notata. Salvatore è stato presidente dell’Aurora Trescore per qualche anno e da ex giocatore ha un’idea ben precisa su cosa si debba trasmettere ai giocatori: educazione e disciplina, già a partire dallo spogliatoio, luogo in cui deve regnare l’ordine e la tranquillità, anche per i bambini. Educazione e disciplina, non solo dei calciatori, ma anche degli arbitri e dei genitori e dei soci e degli sponsor e di chiunque, due pallini che Salvatore ha addosso probabilmente per via del suo passato in Polizia. Gli brillano gli occhi quando parla di quel periodo della sua vita, l’ha reso l’uomo deciso e intraprendente che è ora, un grande imprenditore. Nella sua esistenza di ogni esperienza ne fa un calcolo, ha sempre sottomano la calcolatrice, e ne ricava una nuova idea imprenditoriale, persino di un viaggio a Medjugorje su un pullman di 54 persone ha creato un business facendo insieme a noi un paio di calcoli. Ha una creatività sorprendente, anche quando si tratta di fare follie. Ci ha raccontato di una vicenda che ha dell’incredibile, praticamente si è fatto tutta l’Italia, dalla Lombardia alla Calabria, guidando un’ambulanza per andare a prendere il padre di un suo amico che si era rotto il femore e portarlo da un medico di fiducia, che lo operasse nonostante l’età avanzata. E poi in ogni cosa che fa ci mette il cuore, è un tenerone, lo si vede da come parla dei suoi nipoti, “sono diventato nonno!” dice, con voce piena di orgoglio e commozione. Mi ha fatto vedere tante foto della sua nipotina continuando a dire “questa bambina è uno spettacolo, è proprio una gioia” e anche un video di quando ha spinto il nipotino oltre la transenna in piazza San Pietro per fargli abbracciare Papa Francesco. “Quando ti dico vai, ti alzi la vestina e corri a più non posso verso il Papa, ok?”. E’ così che è andata, grazie al suo occhio da ex poliziotto che poteva individuare eventuali impedimenti alla riuscita della missione, perché “anche la più cicciona che sta lì tra la folla, è un’agente che sorveglia il Papa, anche se non lo diresti mai”. Ha regalato una grandissima emozione all’adorato nipote che “dovevate vederlo quando è tornato, tremava come una foglia”.

SALVACALCIO Capitolo lavoro. Le attività di Salvatore offrono servizi, di qualità però, non buffonate per guadagnare a spese della povera gente, infatti la trasparenza è un’altra delle sue caratteristiche fondamentali che ho potuto apprezzare. A volte ha rinunciato a beneficiare di certe situazioni senza mettere al primo posto gli interessi, bensì il bene degli altri, basti pensare alla pubalgia di cui soffriva Garbelli, che nessuno riusciva a capire come curare, ma lui ha voluto approfondire il problema e risalire fino alla causa di tutti i mali col suo team di dottori, risalire per davvero, fino alla testa del giocatore, eh sì perché la pubalgia derivava dalla capsula di un dente posizionata male, proprio sopra un nervo. Nella vita del Salva non sono mancate le delusioni, come quando nel 2003 una squadra di bimbi dell’Aurora si è trasferita completamente a Cenate Sotto, o le incomprensioni, come il fantomatico sequestro di un arbitro che non voleva chiedere scusa per degli errori commessi durante una partita, oppure i manifesti affissi contro di lui in tutta la Valcavallina da un’agenzia funebre concorrente. Tante, tantissime, invece, le idee innovative di Salvatore, il primo in assoluto nella Bergamasca a mettere la propria foto sull’elenco telefonico, e ora impegnato anche su altri fronti: l’organizzazione di viaggi al mare o nelle mete religiose, il servizio taxi e quello ambulanza per le persone malate. Salvatore “Salva” Monieri fa un sacco di cose, serenamente, senza perdere mai la calma e col buonumore addosso. Il segreto? Il sorriso.