di Matteo Bonfanti
Da oggi il Fornovo San Giovanni ha un tifoso in più, sono io che ho conosciuto Silvio Corna, incredibile goleador e persona con cui è impossibile smettere di chiacchierare. Troppo simpatico, sincero, a tratti irriverente, unico in campo, ma pure fuori. “Devo dire la verità? A un attaccante il risultato della propria squadra importa relativamente. Perché nella testa c’è solo il gol. Perdiamo 6-1, ma ho segnato? Sono comunque felice. Pareggiamo, ma la rete non arriva? Sto male tutta la settimana successiva sia in famiglia che al lavoro. Il mio mister ideale? Devo proprio dirlo? Perché non è una categoria che mi piace tanto… Il mio compagno? Rocco Parente perché mi mandava in porta col pallone e non dovevo neppure fare fatica. Sono mesi che dico ai dirigenti del Fornovo di prenderlo e ogni volta mi rispondono che è vecchio. Ma Rocco è un fenomeno, farebbe la differenza anche se fosse ottantenne”.
Un fiume in piena il più forte giocatore di Prima categoria, uno che farebbe la differenza pure in Eccellenza, forse in Serie D, se solo decidesse di allontanarsi dal paese dove abita e dalla famiglia che adora. E non siamo noi a dirlo, ma chi ci ha giocato insieme. “E’ il più forte compagno di reparto che ho avuto nella mia lunghissima carriera – racconta Rocco Parente, due stagioni insieme a Corna nell’Oratorio Calvenzano -. Nella prima annata con lui, ci siamo conosciuti, nella seconda abbiamo iniziato a fare raffiche di gol, una quarantina tra me e lui, che credo abbia concluso il campionato con 26 gol all’attivo. Silvio è straordinario tecnicamente, ha colpi da campione, col destro, col sinistro, persino nel gioco aereo anche se non è alto. Ma Silvio è di un altro pianeta anche per un altro motivo: tatticamente si muove in modo perfetto e rende facilissimo servirlo per mandarlo in porta. Chiama l’uno-due oppure cerca la profondità in modo geniale, capendo un attimo prima di tutti l’ideale sviluppo dell’azione. E poi ha un senso del gol che non ha nessun’altro”.
Fatto il ritratto, la carriera del puntero della Bassa. Classe 1986, cresciuto in quelle palestre calcistiche che fino a dieci anni fa erano gli oratori, Silvio Corna non nasce come attaccante, ma come terzino. Lo spostamento in avanti avviene già grandicello, nei Giovanissimi. La sua crescita è affidata prima al vivaio della Barianese, poi al settore giovanile della Bergamasca Zanica. Il ragazzo ha piedi fatati, giocate deliziose, la Bassa è piccola, le notizie corrono veloci, il meglio finisce sempre alla Colognese e Corna non fa eccezione: non ancora maggiorenne l’esordio in Eccellenza nell’annata magica dei gialloverdi, quella del trionfo in Coppa Italia.
L’esperienza in gialloverde e Silvio va a farsi le ossa tra i dilettanti, a Pontirolo, in Eccellenza, e alla Vever, in Promozione. E’ un altro Corna, lontano da quello odierno che fa gol a grappoli. Silvio è un esterno tutto classe e assist ai compagni, reti ne fa pochine. Per vederlo bomber stratosferico basta aspettare un paio d’anni, quando dopo una serie di infortuni al quinto metatarso, sceglie di ripartire con la casacca del Bariano. L’esplosione nella seconda stagione in rossoverde: 22 gol in campionato, uno più bello dell’altro, la rete che diventa il vizietto della seconda punta classe 1986. Silvio Corna è corteggiatissimo e sceglie la Cividatese, ma è un periodo sfortunato e il talento bergamasco si fa male ancora al piede, nuova ripartenza, questa volta al Verdellino, poche presenze e quindici palloni nel sacco tenendo l’ormai solita media-reti impressionante, stile Leo Messi.
E’ un attimo e comincia il periodo d’oro del nostro campione. Silvio approda all’Oratorio Calvenzano e fa subito sfracelli, 55 reti in campionato così suddivise: 17 gol in 15 presenze nel 2011/2012, 12 nel solo girone di ritorno del 2012/2013, 26 nel 2013/2014 quando i blucelesti sfiorano un incredibile salto in Promozione.
Silvio è l’idolo indiscusso di una squadra dal calcio meraviglioso eppure in estate cambia club, passando all’ambizioso Fornovo, che proprio grazie al suo ingaggio e ai suoi trenta centri nel Girone H conquista la Prima. Siamo a oggi, la neopromossa stenta un po’, non Corna che l’ha già messa diciotto volte ed è stato sempre il migliore in campo. “Aldilà del giocatore straordinario, noi siamo orgogliosi di avere Silvio con noi perché è una persona splendida: umile, simpatica e altruista”: è il commento di Rossano Radaelli, dirigente del club della Bassa, campionissimo che racconteremo nel libro sui difensori che hanno fatto la storia del nostro calcio…

DATA DI NASCITA: 21 agosto 1986
LUOGO DI NASCITA: Romano di Lombardia
GOL FATTI IN CARRIERA: 170
ATTUALE SQUADRA: Fornovo (Prima categoria)
RUOLO: seconda punta
GLI ESORDI: all’oratorio di Bariano, perché “abitavo davanti alla parrocchia. Finita la messa, il catechismo o la scuola, ci trovavamo tutti lì a giocare a pallone”
SETTORI GIOVANILI: Barianese e Bergamasca Zanica
L’ANNATA MEMORABILE: 2013/2014 con la maglia dell’Oratorio Calvenzano
LA PARTITA DELLA VITA: “Me ne capita una all’anno. E in questa stagione è già avvenuta: doppietta col Longuelo”
IL COMPAGNO DI SQUADRA IDEALE: Rocco Parente (insieme all’Oratorio Calvenzano)
IL MISTER FONDAMENTALE: Sartirana
LA FRASE: “Per l’attaccante il gol è una droga”
LA MAIL: info@teknogrc.it

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