di Matteo Bonfanti

salandrastefano2 A vederlo lontano dal campo, magari in centro a Bergamo, col suo sorriso tranquillo e contagioso, non lo diresti mai. La domenica pomeriggio te lo immagineresti disteso sul divano, a vedere la partita dell’Atalanta, il club che l’ha cresciuto da ragazzo. Invece è lì, a prender freddo, pestando l’erba del comunale di Ciserano, ed è l’esatto contrario del ragazzo dal viso angelico e sereno che s’incontra in via XX Settembre il venerdì sera. Perché Stefano Salandra quando indossa le scarpette chiodate si trasforma in un cobra, nello spietato killer dei sogni degli avversari, nell’attaccante più forte e più temuto da quando esiste la Serie D. Unico perché gli basta un pallone buono per decidere una sfida, unico perché generoso, unico perché uomo squadra, unico perché capitano, unico perché disposto al sacrificio. La tecnica di Francesco Totti, l’opportunismo di Pippo Inzaghi, uniti a un cuore valdimagnino, duro, determinato, cresciuto tra le pietre di Capizzone: questo è Stefano Salandra, un bomber che non molla mai, manco quando la sua formazione è sotto di tre gol e i compagni sono nella famosa giornata no. Lui li sprona, grida ai suoi difensori di lanciarla lunga, pure alla viva al parroco, come, insomma, non importa. Perché la davanti c’è lui, che prende la sfera, dribbla un avversario, se la mette sul destro, tira e segna. Da sempre, con un’impressionante regolarità.

salandra1 Più di duecentocinquanta gol in carriera, quasi tutti in Serie D, attore protagonista di tre delle favole più belle del pallone orobico: la magica Colognese, il Pontisola dei galattici e il Ciserano delle meraviglie. Tanto tantissimo Inzaghi, letale in area, ogni anno in doppia cifra, ma anche parecchio Totti, specializzato negli assist. E con lui accanto il compagno di reparto vive la famosa annata magica: è successo a Valenti, quando i due facevano coppia con la maglia gialloverde, è capitato a Crotti negli anni in Blues, accade ora a Ghisalberti, l’altro fenomeno della prima squadra della società del presidente Olivo Foglieni e del direttore sportivo Enrico Vecchi, uno dei maggiori intenditori di pallone in Lombardia. Ogni estate Vecchi parte a costruire la squadra, il primo tassello che mette è la punta ed è sempre Stefano Salandra, imprescindibile se si vuole arrivare tra le prime.

salabdra3 DATA DI NASCITA: 28 luglio 1980
LUOGO DI NASCITA: Bergamo
ATTUALE SQUADRA: Ciserano (Serie D)
SETTORE GIOVANILE: Capizzone (tre stagioni), Valle Imagna (una stagione), Atalanta (fino alla Primavera)
GOL IN CARRIERA: 250
IL COMPAGNO IDEALE: Valenti ai tempi della Colognese
LA PARTITA DELLA VITA: Cesena-Pontisola 4-1
L’ALLENATORE: Gianmario Pellegrini (a Capizzone)