di Giacomo Mayer
Valerio Bettoni, semplicemente “ol Betù” per i suoi elettori, è sempre stato “il centro di stabilità permanente” della vita politica bergamasca. Nato a Endine il 23 settembre 1948, democristiano fin dai tempi che frequentava il Vittorio Emanuele per diplomarsi geometra,  poi Partito Popolare, Forza Italia, quindi Udc, Pd e, infine, ancora Forza Italia. Insomma sempre attento al vento che cambiava e pronto a gettarsi nella mischia. Il potere, nel senso più concreto del termine, gli è sempre piaciuto e gli piace ancora tant’è vero che è stato appena eletto  presidente del’Automobile Club, sezione bergamasca. “Con spirito nobile a servizio dei bergamaschi” ha sempre sostenuto. Difatti, dagli anni 80 ad oggi, è stato consigliere comunale, consigliere, provinciale, consigliere regionale, assessore, presidente della Provincia per due mandati, presidente del Coni e quindi dell’Aci. Nel 1994 si è candidato, Patto per l’Italia, per la Camera dei Deputati ma non è stato eletto. Così come si è candidato per Forza Italia, un po’ a sorpresa, nelle recenti elezioni europee. Ma Bruxelles è rimasto solo un miraggio. Insomma non si è fatto mai mancare niente e da uomo di centro ha guardato spesso a destra, moderata s’intende, e anche a sinistra quando alle ultime regionali ha sostenuto la lista di Ambrosioli e in quell’occasione i dirigenti locali dell’Udc, lo hanno scaricato definendo Lo “Scilipoti bergamasco, vuole solo una poltrona”. Bettoni, comunque, ha un “nemico” politico dichiarato: la Lega. Ha sempre litigato aspramente, ovviamente ricambiato.  E infatti i leghisti non lo hanno mai sostenuto, anzi lo hanno combattuto con tutti i mezzi durante i dieci anni del governo bettoniano alla Provincia. Si è sempre trovato in mezzo, infatti prima di Bettoni la Provincia era presieduta da Giovanni Cappelluzzo, un oscuro funzionario in quota Lega, e dopo da Ettore Pirovano, senatore leghista, che ha demolito il lavoro decennale del predecessore. Senza fare sconti, anzi attaccandolo per le “sue clientele”.  Bettoni ha sempre risposto per le rime ritenendo il senatore inadatto e incapace di governare. Non solo: Bettoni mandò a quel paese anche Berlusconi che gli implorava di accettare l’accordo con la Lega nelle provinciali del 2004 che “ol Betù” vinse.  Al collega Cesare Zapperi del Corriere della sera ha detto: «Nella mia vita ho imparato che se lavori ti rispettano. Credo che da rottamare non siano le persone quanto il vecchio modo di fare politica. Credo di averlo detto prima di altri quando rivendicavo di essere il Presidente di tutti. A qualcuno di quelli che mi sostenevano non è piaciuto, ma io ho badato a risolvere i problemi dei bergamaschi prima che accontentare i desideri di questo o di quel partito».  Vedremo al prossimo valzer elettorale. Non c’è molto da aspettare.